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CLIMA/ Stop and go per il riscaldamento globale

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Huber e Knutti rilevano che negli ultimi 16 anni il Nino, dopo una fluttuazione positiva da record nel 1998, è prevalentemente rimasto in fase negativa, rallentando così la tendenza al riscaldamento globale. I due scienziati si spingono oltre, e in un esperimento ad hoc forzano un modello a scala globale con le condizioni di Nina (cioè, la fase negativa del Nino), osservando lo stesso comportamento rilevato in natura.

Un’analisi simile viene condotta per l’altra forzante naturale, il Sole. Esso non irradia energia verso la Terra in modo costante nel tempo, ma è contraddistinto da diverse fasi, una delle più studiate è il suo ciclo di 11 anni. Negli ultimi anni è stato notato da diversi studi un rallentamento anomalo di questo ciclo solare, il cui minimo è durato due anni in più rispetto al previsto. L’anomalia è stata accompagnata da altri fatti non prevedibili, come l’eruzione del vulcano Eyjafjallajökull nel 2010. La variazione di irradianza, assieme all’iniezione di piccole particelle in atmosfera (il cosiddetto aerosol) dovuta all’attività vulcanica, ha di fatto diminuito il flusso di energia verso il suolo, contribuendo così ad un rallentamento del global warming.

Nella loro ricerca, Huber e Knutti affermano che tutti i fattori fin qui elencati, se messi assieme, sono in grado di spiegare lo stop delle temperature globali. Da qui seguono due importanti corollari. Nel primo si mette in evidenza la sostanziale validità dei modelli. Essi non sono (e non possono essere) costruiti per prevedere tutti i fenomeni naturali (come ad esempio le eruzioni vulcaniche), o non sono ancora in grado di simulare perfettamente i processi non lineari come il Nino; perciò sono intrinsecamente caratterizzati da errori - o meglio - da incertezze sulle proiezioni. Lo iato degli ultimi anni è dunque un’evidenza di questo.

Il secondo corollario riguarda l’impatto di tale iato. Se come detto, esso è prevalentemente associato ad eventi transitori, una netta ripresa del riscaldamento globale rimane fra le ipotesi più accreditate: la forzante dell’effetto serra riprenderà ad emergere non appena l’effetto di tali fenomeni comincerà a scemare.



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