BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

EXTRATERRESTRI/ Montebugnoli (SETI): se ET ci sta cercando, lo sapremo dal "piggy back"

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Una scena del film E.T  Una scena del film E.T

Quali sono le prospettive future?

Il futuro del SETI è strettamente legato ai nuovi mega-radiotelescopi internazionali SKA (Square Kilometre Array), ovvero strumenti costituiti da un gran numero di piccole antenne connesse tra loro da potenti computer, che si comportano come un’unica antenna di dimensioni enormi, ma senza i problemi, praticamente ingestibili, che darebbe un’unica antenna compatta di quelle dimensioni. Attualmente ce ne sono due in corso di costruzione, uno in Sud Africa e l’altro in Australia, che verranno poi integrati per via informatica, formando un unico sistema “virtuale” avente praticamente le stesse dimensioni della Terra. Le caratteristiche principali che caratterizzano questi nuovi strumenti sono la grande area di raccolta (che determina un’elevatissima sensibilità) e la possibilità di avere migliaia di pixel (fasci d’antenna) in grado di osservare contemporaneamente in altrettante porzioni di cielo. In questo modo si potranno coprire ampie zone di cielo con altissima sensibilità e in tempi molto brevi, e quindi con la possibilità di confermare immediatamente ogni segnale eventualmente ricevuto. Va inoltre detto che da qualche anno è anche iniziato un programma di SETI ottico, che ricerca segnali che potrebbero venire inviati nella banda della luce visibile attraverso potenti fasci laser: merita sottolineare che uno dei due programmi attualmente attivi nel mondo (l’altro è a Berkeley) si svolge in Italia, presso l’Osservatorio FOAM13 di Tradate (VA).

 

Questo sul versante delle apparecchiature; c’è anche un aspetto software?

Sì, l’altro fronte è proprio quello dello sviluppo dei software per l’analisi del segnale, che finora erano in grado di “vedere” solo segnali molto particolari (essenzialmente quelli formati da una portante radio), ma non, per esempio, di identificare le trasmissioni radio o tv di un altro pianeta. Su questo proprio qui a Medicina abbiamo fatto grandi progressi, implementando un nuovo sistema detto KLT (Karhunen-Loève Transform) al posto della classica Trasformata di Fourier e suoi derivati. Il limite di questo nuovo sistema è di non essere molto sensibile, per cui potrà esprimere tutte le sue potenzialità solo con l’avvento dei nuovi mega-radiotelescopi di cui ho detto prima, che determineranno quindi un enorme salto di qualità per questo tipo di ricerche.

 

Che conseguenze avrebbe a suo parere la scoperta di un segnale di origine extraterrestre?

Penso che l’impatto maggiore non sarebbe a livello scientifico, perché difficilmente saremmo in grado di inviare e ricevere informazioni dettagliate. Invece il sapere di non essere soli nell’immenso universo che ci circonda potrebbe modificare radicalmente la nostra concezione della vita a livello teologico e filosofico.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.