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DOLCIFICANTI/ Lo studio: sono da evitare, fanno aumentare la glicemia

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I dolcificanti artificiali come aspartame, saccarina e sucralosio provocano l’aumento della glicemia. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista “Nature”. L’esperimento è stato condotto sui topi, ma anche sull’uomo. Il gruppo di studiosi di Suez ha effettuato lo studio sul microbiota intestinale di oltre quattrocento persone. Dalla ricerca è emerso che la popolazione batterica dei consumatori di dolcificanti è diversa da quella dei non consumatori. In più per i consumatori si è notato che i livelli di glicemia erano più elevati. Da qui la decisione di appurare lo studio facendo consumare a sette non consumatori il dolcificante per una settimana. Bene, dopo solo quattro giorni, questi hanno presentato un aumento della glicemia e un’alterata composizione della popolazione batterica intestinale. Intanto il consumo dei dolcificanti è prescritto nelle diete perché hanno scarsissime calorie: da zero a 2 grammi contro le quasi 4 dello zucchero. E, inoltre, sono contenuti negli snack, nei soft drink e nelle caramelle.  Adesso, dopo lo studio, cosa succederà? Su questo punto, si  è pronunciato Enzo Bonora, presidente Società italiana diabetologia (Sid): "Non vogliamo alimentare panico tra la gente e tra i diabetici. Questi studi sono importanti e sono stati pubblicati su una rivista prestigiosa ma prima di diventare una raccomandazione nutrizionale e di essere traslati nella pratica clinica bisognerà aspettare ulteriori conferme. La nostra società non ha mai raccomandato l'utilizzo di dolcificanti al posto dello zucchero perché piccole quantità sono permesse anche ai diabetici. E i risultati di questo studio confortano la nostra posizione". Giorgio Sesti, presidente del Sid, rassicura su questo argomento e fa un’ipotesi sul futuro sull’eventualità di riuscire a prevenire il diabete, ma non a curarlo mediante l’uso di probiotici o antibiotici intestinali, considerando appunto che il danno dei dolcificanti a livello del metabolismo è da imputare a una selezione sfavorevole dei batteri intestinali. (Serena Marotta)



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