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PLANCK/ Un po' di polvere tra noi e il Big Bang

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Il staellite PLANCK  Il staellite PLANCK

L’articolo pubblicato oggi, come detto, analizza l’emissione da polveri galattiche in ampie zone di cielo tra cui anche la regione di BICEP2. I risultati principali caratterizzano questo tipo di emissione con una precisione mai raggiunta finora, dimostrando come l’emissione galattica polarizzata sia dominante, per frequenze superiori ai 100 GHz, anche in zone di cielo lontane dalla nostra galassia. L’analisi dei dati di maggiore interesse per la conferma o meno dei risultati di BICEP2, mostra come anche in quella regione di cielo l’emissione da polvere galattiche non sia trascurabile e che anzi potrebbe essere quella, e non le onde gravitazionali, l’origine del segnale osservato dall’esperimento americano.

Tuttavia la parola fine non può ancora essere scritta: i risultati pubblicati ci dicono infatti che è necessario, nell’interpretare i risultati di BICEP2, tenere in considerazione l’emissione galattica che è più intensa di quanto considerato originariamente. La sensibilità del satellite PLANCK in quella regione non ci permette però di trarre delle conclusioni definitive, e la domanda se il segnale osservato sia dovuto solo all’emissione delle polveri o se una parte di esso rappresenti realmente l’impronta delle onde gravitazionali primordiali resta ancora aperta.

I due team di scienziati degli esperimenti BICEP2 e Planck stanno da qualche mese collaborando strettamente per cercare di trovare una risposta definitiva a tale domanda e i primi risultati congiunti sono attesi, se tutto va bene, entro la fine dell’anno. Continuiamo quindi a lavorare, con la consapevolezza di come il percorso scientifico non sia quasi mai lineare e definito, ma anzi passi attraverso scoperte e svolte spesso impreviste; ma certamente affascinanti.

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