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NOTTE DEI RICERCATORI/ Per riconoscere certi odori ci vuole buon naso (elettronico)

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Un depuratore  Un depuratore

Strumenti come il nostro operano in modo assolutamente autonomo. Quello che serve è una fase precedente di addestramento, che lo abiliti a riconoscere determinati odori; se gli sottoponiamo un odore per il quale non è stato addestrato, lo considera come sconosciuto. 

 

Come si è evoluta la tecnologia del naso elettronico?

Si è evoluta moltissimo. Quando abbiamo iniziato a lavorarci avevamo a che fare solo con dei sensori e con dei software abbastanza primitivi. Poi c’è stato un deciso avanzamento sia nei sensori, che sono sempre più precisi, stabili e affidabili, sia negli software di riconoscimento, che sono sempre più sofisticati e fanno ricorso agli algoritmi genetici, alle reti neurali artificiali e altri strumenti adatti all’elaborazione del segnale. 

 

Su cosa si è concentrato il vostro gruppo di ricerca al Politecnico?

Dato il campo da cui proveniamo, che è quello del monitoraggio ambientale, nel nostro gruppo abbiamo cercato di sviluppare uno strumento che potesse essere utilizzato direttamente nell’ambiente esterno e in condizioni atmosferiche molto variabili. 

 

Pensate di approfondire le ricerche anche collegandovi a qualche progetto europeo?

Devo dire che per la prima volta un programma europeo, l’Horizon 2020 al quale sono rivolte le aspettative di tanti ricercatori, fa esplicita menzione del tema dell’odore; quindi il nostro gruppo, al Laboratorio olfattometrico del Politecnico, è particolarmente interessato a una partecipazione. Il fatto poi che lo stesso Horizon 2020 parli della necessità del controllo degli odori nell’ambito dei sistemi di allevamento, ci sta stimolando a proporre qualche progetto, attivando anche la rete dei rapporti e delle collaborazioni internazionali in cui siamo coinvolti.

 

Si trovano già nasi elettronici in commercio? Per quali applicazioni?

Di nasi elettronici in commercio c’è n’è ormai di ogni tipo. Vengono molto utilizzati nell’industria alimentare, sia per il controllo dei cibi deteriorati o scaduti sia per il riconoscimento della materie prime. Altre applicazioni diffuse sono in campo cosmetico. Più recente è l’impiego nel settore ambientale; anche se molto interessante. Spesso infatti in un impianto di depurazione o di smaltimento rifiuti non basta il consueto monitoraggio degli inquinanti più noti e può essere prezioso il riconoscimento dal punto di vista olfattivo. 

Altre interessanti applicazioni del naso elettronico si stanno diffondendo in campo medico, nella diagnostica di certe patologie.

 

A quando la prima app, che trasforma il nostro smartphone in un naso elettronico?

Può sembrare un puro esercizio di fantasia, ma in realtà non siamo così lontani; è qualcosa di cui si inizia a parlare.



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