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NUOVI MATERIALI/ Superleggeri, resistenti e flessibili: ecco i nuovi plastomeri

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Polimeri al carbonio  Polimeri al carbonio

È possibile trovare in uno stesso materiale polimerico le caratteristiche sia di leggerezza che di resistenza meccanica? Sembra proprio di sì. Lo si può verificare andando nei laboratori di Xenia Materials, una giovane e dinamica realtà in provincia di Vicenza, in prima linea nell’ingegnerizzare e produrre materiali innovativi a base polimerica impiegando gli ultimi ritrovati della scienza dei materiali e delle nanotecnologie.

Quello che i ricercatori e i tecnici di Xenia hanno realizzato recentemente è la sintesi in un unico compound delle due caratteristiche più ricercate nelle materie plastiche, appunto la leggerezza e la resistenza. «Il punto di partenza – racconta a ilsussidiario.net Massimo Azzolin – è stato il plastomero “Queo” già prodotto dalla Borealis e utilizzato in diversi ambiti applicativi grazie alle sue straordinarie proprietà e della sua notevole resistenza alle basse temperature (-75 °C)».

Questo materiale si distingue infatti per alcune proprietà chiave quali la notevole flessibilità, la grande resistenza agli agenti chimici, la leggerezza dovuta al basso peso specifico e l’ottima processabilità. Tutte queste caratteristiche ne fanno un prodotto estremamente versatile e utilizzabile in diversi settori: alimentare (packaging, tappi, contenitori), wire and cable, automotive (insonorizzazione), compound, geomembrane, erba sintetica, collanti, pipe and tube, espansi per isolamento termico e acustico e così via.

A partire da questo, i ricercatori di Xenia hanno messo in campo il loro tipico approccio che consiste nell’esaltare le caratteristiche intrinseche dei polimeri più performanti mediante l’impiego di nano filler e filler speciali; in tal modo si pongono come elemento di collegamento tra il mondo scientifico e della ricerca con quello delle concrete necessità dei mercati finali.

«In sostanza abbiamo rinforzato il plastomero Borealis caricandolo con carbonio al 30%, utilizzando una fibra corta in processo continuo dove il carbonio viene miscelato col polimero di base. Questo in realtà è un elastomero e quindi ha proprietà meccaniche basse che però vengono notevolmente elevate con l’aggiunta del carbonio: si agisce quindi sul peso, perché il carbonio ha un peso specifico maggiore e miscelato nella giusta percentuale va ad aumentare il peso specifico complessivo del nuovo materiale. Si ottiene tuttavia un peso specifico inferiore a quello dell’acqua, quindi il materiale resta leggero pur essendo resistente, resta elastico pur guadagnando un po’ della rigidità del carbonio».



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