BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

AMBIENTE/ Microbi, ospiti indesiderati nelle nostre case

Pubblicazione:

Foto: InfoPhoto  Foto: InfoPhoto

Va da sé che l’aggiunta di animali domestici cambia decisamente la situazione: si sono trovati molti più batteri su piante e sul pavimento in case con i cani o gatti presenti sia all’interno che nei dintorni.

In almeno un caso, pur su un campione così limitato, i ricercatori hanno rintracciato un ceppo di batteri potenzialmente patogeni, chiamati Enterobacter, comparsi prima sulle mani di una persona, poi sul piano cucina e poi sulle mani di un'altra persona; «ciò non significa – dicono i ricercatori - che la superficie della cucina sia stato sicuramente il luogo di trasmissione tra i due esseri umani, ma è certamente un indizio interessante».

Lo studio è ancora all’inizio ma apre interessanti prospettive per la comprensione del ruolo che questi microorganismi possono giocare nella trasmissione e nello sviluppo di molte patologie e – come dicono gli autori della ricerca –  di quanto possono rivelarsi «essenziali per capire la nostra salute nel XXI secolo». Sperimentazioni svolte sui topi – citate dai microbiologi di Chicago – indicano ad esempio che alcuni batteri possono rendere più facile per chi li ospita aumentare di peso; altri microorganismi possono influenzare lo sviluppo del cervello nei topi giovani.

La relazione di causa-effetto può anche non essere strettamente deterministica e presentare una pluralità di manifestazioni: «È anche possibile che pur essendo noi abitualmente esposti a batteri nocivi, che vivono su di noi e nel nostro ambiente, ciò si traduca in effettivo stato di malattia solo quando il nostro sistema immunitario, per altre cause, si inceppa».

C’è da aggiungere che i risultati dell’Home Microbiome Project potrebbero potenzialmente servire anche come strumento di medicina legale. Nel corso della ricerca, dato un campione non identificato raccolto sul pavimento i ricercatori sono riusciti facilmente a individuare da quale famiglia proveniva. Inoltre, il fatto che, come si è detto, quando una persona (e i suoi microbi) lascia una casa la comunità microbica si sposti considerevolmente nel giro di pochi giorni, potrebbe teoricamente permettere di prevedere se una persona ha vissuto in quel luogo e da quanto tempo.

Ora non resta che attendere altri progetti del genere, in altri contesti, per rendere i risultati più generali.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.