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PROTAGONISTI/ Charles Townes: così ho inventato il laser

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Charles Townes  Charles Townes

Due mesi dopo Gordon e i suoi studenti sono venuti da me dicendo: “Ce l’abbiamo fatta, abbiamo scoperto. Funziona, funziona, abbiamo le oscillazioni giuste, stiamo amplificando onde utilizzando le molecole”. Improvvisamente poi tutto è diventato molto interessante; tutti gli studiosi volevano parlare con me, si è scatenata tutta una ricerca sugli amplificatori, eccetera; è diventato un settore di cui tutti volevano occuparsi.

C’era però sempre il problema delle onde corte: io volevo arrivare a lavorare con quelle corte, la gamma più breve, nessuno sapeva come farlo, io volevo arrivare a lavorare con onde talmente corte come nella zona degli infrarossi. Facevo i miei conti, stavo lì, mi concentravo, prendevo appunti, riflettevo, riflettevo, scrivevo le teorie … Infine ho detto: “Ah! Attenzione forse possiamo arrivare nella gamma giusta, proprio negli infrarossi”, quelli mille volte più corti, a cui avevo pensato la prima volta. Mi sono consultato con un altro laboratorio, dove tra l’altro c’era anche un mio parente (Arthur L. Schawlow, ndr.); gli ho parlato e lui mi ha detto: “Sì, interessante lavorare con te”. Quindi lui ha lavorato con me, mi ha dato anche degli spunti: ad esempio l’idea su come utilizzare due specchi paralleli tra i quali si muovevano le molecole, avanti indietro, e poi alcune attraversavano lo specchio e diventavano un fascio laser. 

In seguito lui mi ha chiamato per dirmi che al laboratorio dei brevetti si rifiutavano di brevettare la scoperta: “Non va bene, o va bene forse solo per i telefoni. Quindi non va bene per il brevetto”. Io ho detto: “No, in quel laboratorio non capiscono, devo andare a parlarci io per convincerli”; al che lui ha replicato: “Ma se riusciamo a convincerli che le applicazioni sono tante per le comunicazioni e anche altre, magari ce la facciamo”. Questo per quanto riguarda il maser, quindi l’amplificazione delle microonde tramite emissione stimolata di radiazioni: si stimolano le molecole e si hanno radiazioni amplificate. Invece il laser prevede la luce: maser e laser sono molto simili ma utilizzano un principio diverso. 

Comunque alla fine abbiamo avuto il brevetto: c’è stato molto successo, tutti hanno voluto occuparsene, abbiamo scritto tanti articoli su come far funzionare le cose e sulle varie applicazioni. L’industria si è subito dimostrata molto interessata: ci sono stati studenti dell’Università che hanno cominciato a fare ricerca e così il laser è arrivato all’industria. 

Devo anche dire che dopo i primi risultati c’è stata una certa oscillazione. Ricordo che parlando col famoso fisico Niels Bohr e con John von Neumann dicevo: “Guardate, c’è questa piccola frequenza che viene dalle molecole”; e loro: “Ma non è possibile, spiegaci il perché”; io potevo solo aggiungere: “Ma, veramente funziona, credetemi funziona”. Eravamo a un party, sono andato a bere un altro bicchiere poi sono tornato da loro che hanno dichiarato: “Hai ragione, può funzionare, può funzionare. Avevi ragione tu, raccontaci”. 

 



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