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PREMI NOBEL 2015/ Sarà la volta dei nanosistemi?

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Giulio Natta  Giulio Natta

Il terzo giorno, cioè mercoledì 8, toccherà alla chimica e qui, secondo ScienceWatch, ci sarebbero tre donne al comando. La prima, in fuga solitaria, è Carolyn R. Bertozzi, docente alla Stanford University e ricercatrice al Howard Hughes Medical Institute della stessa città californiana. Sono sue le ricwerche pionieristiche nel campo della chimica bio-ortogonale, che integra l'uso di marcatori e le tecniche di visualizzazione dei processi biologici all'interno delle cellule per osservare le reazioni biochimiche nei sistemi viventi senza alterarli, migliorando la conoscenza dei processi cellulari in diverse condizioni comprese le patologie tumorali.

Le altre due inseguitrici sono Emmanuelle Charpentier, che divide la sua attività di insegnamento e ricerca tra la Svezia e la Germania, e Jennifer Doudna dell’Università della California Berkeley: il loro contributo sta nello sviluppo della tecnica Crispr-Cas9, uno strumento di editing genomico più preciso ed efficace rispetto a quelli tradizionali dell'ingegneria genetica e che può aiutare a identificare potenziali target per i farmaci.

Restano ancora due possibili candidati: John B. Goodenough, professore di Ingegneria all’Università del Texas di Austin, e M. Stanley Whittingham, professore a Stony Brook (New York), che hanno posto le basi scientifiche per lo sviluppo delle batterie agli ioni di litio, che tutti utilizziamo nei telefoni cellulari, nei tablet e nei vari dispositivi portatili.

Vogliamo aggiungere, per la cronaca, che gli ultimi Nobel scientifici italiano risalgono al 2007 con Mario R. Capecchi (Medicina), al 2002 con Riccardo Giacconi (Fisica) e al 1963 con Giulio Natta (Chimica): di questi, l’unico ad avere condotto tutte le ricerche in Italia è stato Natta.



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