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PREMI NOBEL 2015/ Sarà la volta dei nanosistemi?

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Giulio Natta  Giulio Natta

La prossima, come ormai tradizione all’inizio di ottobre, sarà la settimana dei Nobel, cioè dell’assegnazione dei prestigiosi premi; mentre la cerimonia di consegna sarà, anche questa secondo la consuetudine in dicembre, esattamente il giorno 10. E come sempre c’è la caccia alle previsioni, anche se poche volte i pronostici sono stati rispettati. Soprattutto, nel caso delle discipline scientifiche, in un anno come questo che, pur se esaltato dalle grandi imprese nell’esplorazione spaziale – l’incontro della sonda Rosetta con la cometa 67P e la prova della presenza di acqua su Marte – non ha prodotto un risultato eclatante da rendere indiscutibile il suo ruolo vincente, come era stato due anni fa col bosone di Higgs per la fisica.

Cercando una modalità “scientifica” di stilare le previsioni, una strada è quella di misurare la diffusione e l’apprezzamento, all’interno del mondo della ricerca, degli articoli sulle riviste specializzate: si tratta di contare il numero di citazioni ottenute dalle pubblicazioni di uno scienziato, dando a tale numero il ruolo di stima del valore scientifico dello studioso citato. Naturalmente si tratta di un criterio parziale e insufficiente per determinare la portata di una scoperta o di un esperimento ma è quello che permette di andare al di là delle simpatie e valutazioni soggettive; e qualche volta capita di trovare una corrispondenza forte tra un risultato scientifico meritevole del Nobel e il suo impatto, attraverso le pubblicazioni, sui lavori dei colleghi.

L’operazione di suggerire al Comitato Nobel dei nominativi in base alla classifica delle citazioni è quella che da alcuni anni svolge l’agenzia Thomson Reuters ScienceWatch che anche per questa edizione 2015 non ha mancato l’appuntamento. Seguiamola, esaminando le tre discipline scientifiche nell’ordine previsto per la proclamazione dei vincitori.

Lunedì 5 ottobre sarà la Medicina e Fisiologia a inaugurare la settimana delle medaglie e qui la terna di temi meritevoli di premiazione inizia con gli studi sul microbiota intestinale, cioè quell’enorme quantità di micoorganismi che convivono con gli esseri umani e ne influenzano non solo l’attività digestiva ma un po’ tutte le condizioni di salute. A ritirare il premio a Stoccolma potrebbe andare il biologo americano Jeffrey I. Gordon, Direttore del Centre for GenomeSciences and Systems Biology della Washington University School of Medicine di St. Louis e pioniere in queste ricerche.



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