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ROBOTICA/ Cozze artificiali e altri controllori bio-ispirati sono in arrivo in Laguna

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Prototipi di aFish  Prototipi di aFish

Non solo la forma e la struttura, cioè l’hardware, è bio-ispirato ma anche la comunicazione e quindi il software.  La flotta infatti comunica tramite algoritmi derivati dall’analisi del comportamento degli insetti “sociali”, come ad esempio le api, che costituiscono sistemi in grado di funzionare anche senza una unità centrale di controllo, e che per questo sono particolarmente resilienti, cioè pronti a reagire a malfunzionamenti e imprevisti. Algoritmi del genere fanno in modo che lo sciame nel suo complesso è consapevole dello stato interno di tutti i suoi membri swarm e che, al tempo stesso, può prendere decisioni collettivamente, il che è molto importante in ambienti soggetti a rapide evoluzioni, come la Laguna di Venezia, dove la natura deve far fronte a numerose e varie situazioni create dall’attività umana.

Venezia è stata scelta come area sperimentale di questo nuovo sistema integrato robotizzato, proprio in virtù dell’enorme varietà biologica ed ecologica nonché delle continue influenze che industrie, abitanti e turisti esercitano sull’ambiente e sugli organismi che la popolano. Esperimenti nell’ambito del progetto subCULTron avranno luogo nei canali di Venezia, nelle saline circostanti e in un allevamento di mitili nelle vicinanze. In totale, un numero enorme di dati diversi provenienti da diversi habitat con varie influenze potranno essere raccolti e analizzati dagli scienziati in seguito.

I dati - ad esempio la qualità dell'acqua - saranno anche pubblicati su Google Maps e usufruibili dal pubblico in diretta attraverso Pc, tablet e cellulari. In tal modo la società potrà trarre profitto direttamente dalle informazioni ottenute dallo sciame subCULTron. Ma si creerà anche un ciclo di feedback tra la società umana e la società di robot: decisioni di esseri umani, sulla base delle informazioni fornite dal sciame, a loro volta influenzeranno le future  raccolte dei dati da parte dello sciame.

Così– dicono i protagonisti del subCULTron – la raccolta di più dati possibili dalle più diverse aree potrà aiutare a ottenere una migliore comprensione dell'interazione multistrato di influenze naturali e umane sul corpo idrico della laguna di Venezia e ciò potrà contribuire alla ricerca di modi nuovi ed efficaci per difendere un patrimonio dell'umanità dalle minacce future.



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