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ASTROFISICA/ La Palma (Canarie): una pallida luce blu illuminerà la materia oscura

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Il Cherenkov Telescope Array  Il Cherenkov Telescope Array

I raggi gamma possono essere generati in una modalità bottom-up (dal basso), quando particelle altamente relativistiche - accelerate ad esempio dalle onde d'urto di gigantesche esplosioni stellari - si scontrano con il gas circostante, o interagiscono con i fotoni e i campi magnetici. Oppure possono essere prodotti in modalità top-down, da decadimenti di particelle pesanti come le ipotetiche particelle di materia oscura o le stringhe cosmiche, entrambe prodotte dal Big Bang; pertanto, i raggi gamma possono aprire una finestra verso la scoperta della natura e dei costituenti della enigmatica materia oscura.

Per tutto questo catturare la radiazione Cherenkov sarà importante e per questo è stato pensato il CTA, dotato di tre tipologie di telescopi: i Large Size Telescope (LST) con un diametro di 23 metri, i Medium Size Telescope (MST) con un diametro di 12 metri e GLi Small Size Telescope (SST) con un diametro di 6 metri. Il progetto complessivo prevede la realizzazione di 100 telescopi nell’emisfero sud, presso lo European Southern Observatory di Paranal in Cile, e di 20 telescopi nell’emisfero nord nell’isola di La Palma. Quella iniziata qui è la costruzione del primo prototipo di LST, nella cui realizzazione anche l’Italia è impregnata principalmente attraverso l’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare). Come ha dichiarato Alessandro De Angelis, della sezione INFN di Padova e responsabile nazionale del CTA per l’INFN, «LST, essendo il più grande, è il telescopio che pone le sfide tecnologiche maggiori, che vanno da una meccanica di avanguardia a un’elettronica superveloce. Maggiori sono le sfide, maggiori sono le ricadute tecnologiche e scientifiche: all’interno di LST abbiamo sviluppato nuovi strumenti che verranno utilizzati anche nella radiografia digitale, ed esploreremo regioni sconosciute dell’universo».

I nostri scienziati sono presenti anche attraverso l’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), che invece  contribuirà alla realizzazione della schiera di telescopi di piccole dimensioni, dando seguito al lavoro realizzato nell’ambito del progetto bandiera ASTRI (Astrofisica con  Specchi  a  Tecnologia  Replicante Italiana), finanziato dal MIUR, come ha spiegato Patrizia Caraveo, responsabile INAF del progetto CTA e componente del Council Internazionale: «l’INAF ha deciso di concentrare i suoi sforzi sui telescopi di piccole dimensioni, ha in corso i test sul prototipo ASTRI, in funzione all’osservatorio di Catania a Serra la Nave, e pianifica di iniziare la costruzione di un primo gruppo di piccoli telescopi in Cile a partire dal prossimo anno».

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