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CARNE CANCEROGENA?/ Attenzione a quantità, conservazione e cottura

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Accanto alla cautela e al buon senso resta, in positivo, la proposta di una alimentazione bilanciata, come quella tipica della dieta mediterranea, e moderata, sintetizzabile nel motto “mangiare poco di tutto”.

Il nostro interlocutore fa osservare che due anni fa la stessa Iarc ha persino classificato il caffè in una classe di rischio, anche se non tra le prime e solo per quantità enormi. È per ribadire che ci sono situazioni border line e che il problema principale sta nella accuratezza delle indicazione e nella lettura attenta delle condizioni al contorno e dei presupposti di tante analisi e di tanti pronunciamenti. «Non ci si può nascondere che purtroppo non sono assenti le indebite invasione ideologiche nell’area scientifica e che spesso questo sposta la barra del timone dalla direzione corretta. Gli epidemiologi sono particolarmente soggetti al rischio di guardare i numeri da angolature parziali, che li portano a interpretare gli stessi insiemi di dati in modi molto diversi arrivando a conclusioni inconciliabili».

Pierotti è convinto che non servano allarmismi ma nello stesso tempo che la situazione non vada sottovalutata; e che sia tuttora importante puntare l’attenzione sulle nostre abitudini e pratiche alimentari: «Anche qui una certa conversione di atteggiamenti è necessaria e deve essere orientata a non abusare nell’assunzione di alcuni cibi, a prestare più cura nella loro preparazione: per le carni, sicuramente non bisognerà farle bruciare e si dovranno evitare il più possibile quelle a lunga conservazione».

 

(Mario Gargantini)



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