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PREMI NOBEL 2015/ Youyou Tu: dalla medicina tradizionale cinese al podio di Stoccolma

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Youyou Tu  Youyou Tu
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Come viene applicato?
Come farmaco si è rivelato molto efficace perché poco tossico e attivo velocemente; è diventato subito la base della cura della malaria severa, in quanto può essere iniettato in vena e ha un’azione molto rapida. Altri derivati sono la base della cosiddetta terapia combinata, che l’OMS ha riconosciuto e adottato a livello internazionale dal 2001 e che ha avuto gli effetti migliori portando alla riduzione dell’incidenza globale della malaria fino al 30%, con un 47% di diminuzione della mortalità secondo il report dell’OMS già citato. La terapia combinata è stata studiata per essere applicata per tre giorni: è a base di Artemisinina che però ha una farmacocinetica molto veloce e quindi richiede l’aggiunta di un farmaco ad azione più prolungata, per essere sicuri di eliminare completamente il parassita.

 

Non c’e più quindi nessuna controindicazione?
Purtroppo anche qui dobbiamo registrare l’insorgere di qualche effetto di resistenza, anche se molto localizzata e tuttora oggetto di attenti studi per capirne le cause genetiche. Anche con l’Artemisinina sta accadendo quello che si pensava non sarebbe mai successo; pur se resta sempre un farmaco molto potente.

 

Qualcuno potrebbe parlare di un Nobel dato alla medicina tradizionale, alla fitoterapia. Quanto c’è di tradizionale e quanto di avanzato nelle ricerche di Youyou Tu?
In effetti c’è molto di vero nella medicina tradizionale cinese; ma nel caso della malaria il goal non è dovuto solo alla pianta. Quello che ha fatto la differenza è stato il lavoro di gruppo che ha isolato la molecola, cioè l’Artemisinina, e poi l’ha trasformata in farmaco, in pillole o addirittura in granuli da sciogliere in acqua, cioè in forme più facili da distribuire e somministrare, specie ai bambini: sarebbe stato piuttosto difficile dare a tutti l’infuso...  

 

Oltre alla cura della malaria, si parla anche di un possibile impiego dell’Artemisinina contro i tumori: è una prospettiva concreta?
Sembra proprio di sì. C’è un’attività antitumorale di questa molecola e dei suoi derivati, con soltanto una differenza di dosi. Se fosse tossica non sarebbe neppure un buon farmaco anti malarico; però ha anche una attività contro certi batteri, come ad esempio l’helicobacter che è una concausa delle ulcere; e a dosi più elevate diventa utile anche contro i tumori. Sono però ancora risultati ottenuti in vitro e non ancora neppure su modelli animali. 



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