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PREMI NOBEL 2015/ Youyou Tu: dalla medicina tradizionale cinese al podio di Stoccolma

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Youyou Tu  Youyou Tu

Che la medicina tradizionale cinese abbia dato grandi risultati, funzionando per secoli con molta efficacia nei confronti di numerose patologie, è una convinzione abbastanza diffusa anche senza bisogno di ricorrere ai dati statistici. Che però si potesse partire da lì per arrivare al premio Nobel per la medicina e fisiologia non era affatto scontato. Invece è proprio questo il percorso seguito dalla ormai 85enne cinese Youyou Tu, una delle figure di punta della Accademia di Medicina Tradizionale Cinese di Pechino, che ieri si è vista assegnare il prestigioso premio, condividendolo con la coppia formata dall’irlandese William C. Campbell e dal giapponese Satoshi Omura: a lei andrà la metà degli 855mila euro, mentre gli altri due si divideranno l’altra parte.

Per tutti e tre si è trattato di un riconoscimento per la messa a punto di nuove terapie particolarmente efficaci nella lotta contro le malattie parassitarie: per Youyou Tu il bersaglio è stato la malaria e la cura è legata a un farmaco di origine vegetale, l’Artemisinina, ricavato dalla pianta officinale Artemisia Annua; per gli altri due l’obiettivo è il trattamento di alcune infezioni di origine parassitaria grazie all’azione dell’Avermectin e la sua versione migliorata Ivermectin.

Di Youyou Tu e della sua scoperta premiata ora col Nobel, parliamo con Donatella Taramelli, Ordinario di Patologia Generale presso il Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari dell’Università degli Studi di Milano.

 

La piaga della malaria è ancora così pesante e diffusa a livello mondiale?
Purtroppo sì, anche se il fenomeno è sottostimato dall’opinione pubblica di nazioni come la nostra. I dati sono impressionanti, soprattutto in Africa, nel Sud Est Asiatico e in SudAmerica, quindi in tutta la fascia tropicale. Le stime contenute nell’ultimo report dell’OMS del 2014 parlano di 400 milioni di casi all’anno; la mortalità maggiore si verifica in Africa e tocca i bambini sotto i cinque anni.

 

La causa è sempre quella nota…
Si tratta del parassita del genere Plasmodium trasmesso dalle punture della zanzara anofele: è lei che lo preleva dalle persone infette, lo fa riprodurre nel suo intestino e lo inietta in altri soggetti. È giusto quindi fare un trattamento preventivo eliminando le zanzare, ma il problema principale non sono loro, che vivono pochi giorni e volano per non più di duecento metri; meglio ancora è andare alla radice del problema, curando i portatori dell’infezione.



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