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NUOVI MATERIALI/ Un'etichetta termo-cromica ci dirà se lo yogurt è fresco

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Inevitabile chiedere quando vedremo il suo impiego su grande scala? «È difficile stabilirlo, spesso ricerche di questo tipo sono imprevedibili. Diciamo che, se tutto va bene, lo sviluppo può prendere da uno a tre anni; dipende un po’ dalla fortuna e anche  dai trend del mercato: se c’è richiesta è più facile ottenere finanziamenti e così ridurre i tempi del perfezionamento».

Quanto ai campi di applicazione, Beverina chiarisce la peculiarità e i vantaggi della soluzione proposta. «Essendo un sistema molto semplice, è adatto per prodotti non costosi - latte, yogurt, formaggi, solo per citarne alcuni - sui quali non avrebbe senso applicare integratori tempo-temperatura già commercialmente disponibili ma dai costi elevati. Il nostro in prospettiva costerebbe poco, quindi va bene per tutti quei prodotti che per legge devono essere conservati a una certa temperatura per tutta la filiera: le nostre etichette sono dispositivi semplici, economici e affidabili in grado di registrare tutta la storia termica di un pacchetto in modo facile e leggibile a occhio nudo. Possono quindi indicare se e quando durante il processo di trasformazione, trasporto e stoccaggio la catena del freddo non è stata mantenuta, segnalando così al produttore, al distributore e al consumatore che il prodotto non corrisponde più alle caratteristiche di “prodotto fresco” ed evitando che alimenti freschi e deteriorati finiscano nello stesso frigorifero».

 

Variazione del colore dell’etichetta in funzione del tempo di permanenza a temperatura ambiente



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