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TECNOLOGIE/ Una micro Tac fornirà il passaporto per viaggiare “dentro” le cose

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L’interno di una chiavetta Usb (foto Inimage)  L’interno di una chiavetta Usb (foto Inimage)

Si riesce così a ottenere un dataset, cioè l'insieme di tutte le sezioni di un oggetto: tante "fettine" con uno spessore tra i 9 e i 35 millesimi di millimetro. «Disporre di un Dataset permette di disporre dell'intero oggetto e di sezionarlo a qualsiasi livello e su qualsiasi piano si desideri, di creare ricostruzioni volumetriche, giocando con trasparenze, piani di sezione, colore e rotazioni... Le possibilità sono, praticamente, infinite».

Per ogni Tac servono dai 15 ai 60 minuti, successivamente ricercatori e grafici lavorano ogni singola immagine fino ad ottenere effetti cromatici, foto 3D e video. Il risultato sono foto molto particolari che mostrano gli oggetti ripresi da un punto di vista insolito. Al di là delle foto già scansionate e caricate all’interno della banca dati, è possibile richiedere la scansione di qualsiasi oggetto. Il numero degli oggetti è ancora limitato, ma è destinato a crescere rapidamente.

Dipenderà anche dal numero degli utenti che richiederanno i servizi di Inimage. «Tra i soggetti interessati alle immagini ci sono anche giornalisti in cerca di immagini particolari per un servizio, grafici, arredatori d’interni, le immagini data l’alta risoluzione possono essere stampate in grandi dimensioni e anche case editrici dato che le immagini si prestano bene a scopi didattici».

C’è da aggiungere che tra gli scopi di questa intrapresa c’è quello di contribuire a sostenere e a finanziare la ricerca in campo medico scientifico. «Sappiamo tutti che la ricerca scientifica in Italia è sotto finanziata – aggiunge Bellani – e per questo motivo è difficile avviare nuovi progetti o far partire collaborazioni internazionali. Noi abbiamo pensato di affrontare questo ostacolo con un’ottica positiva e propositiva: usare idee, capacità e strumenti che abbiamo già a disposizione per sostenerci e creare nuove opportunità».



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