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AERONAUTICA/ Il volo nei cieli della Brianza dei “Montgolfier” italiani

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L'ascensione di Paolo Andreani del marzo 1784 in un dipinto di Francesco Battaglioli  L'ascensione di Paolo Andreani del marzo 1784 in un dipinto di Francesco Battaglioli

L'Expo 2015 si è ormai concluso da diversi giorni, ma a Milano le manifestazioni ad esso collegate non sono ancora terminate. Del resto queste grandi kermesse mondiali, qualsiasi giudizio su di esse se ne voglia dare, risultano alla fine degli eventi talmente importanti per le città che li ospitano, che inevitabilmente finiscono per lasciare tracce, e non solo nell'immediato ma anche per molti anni a seguire; non a caso sono stati frequenti, in questi sei mesi di apertura di Expo, i ricordi e i riferimenti anche alla prima delle Esposizioni Universali che si tenne a Milano ormai più di un secolo fa.

Come è noto, l'Expo del 1906 era tutto dedicato ai trasporti e in esso, visti i molteplici fermenti sulle possibilità del volo umano che agitavano il mondo tecno-scientifico degli inizi del Novecento, non era mancata un'importante sezione dedicata al “trasporto aereo”. Peraltro in quegli anni i “più pesanti dell'aria” e anche i dirigibili, erano veramente ai primordi, e nell'esposizione milanese la parte del leone l'avevano quindi fatta i palloni. Ad essi era stata riservata un'ampia area (situata ai margini della zona che in seguito divenne sede della prima Fiera di Milano) dalla quale partirono numerosi voli e che fu sede di numerose competizioni.

L'impresa più significativa compiuta dai temerari che si cimentarono in queste gare, fu quella portata a termine l'undici novembre del 1906, da un grande sportivo milanese (alpinista, sciatore, cacciatore, automobilista, motociclista, motonauta), Celestino Usuelli (1877-1926), già molto noto soprattutto per le sue esplorazioni e scalate sulle Ande peruviane ed equadoregne. Quel giorno di novembre, Usuelli, in compagnia di Carlo Crespi, attraversò le Alpi (in senso contrario ai venti prevalenti) con un pallone aerostatico, gonfiato a idrogeno, compiendo in poco più quattro ore il percorso fra Milano e Aix-les-Bains, in Savoia.

Negli anni seguenti Usuelli divenne prima pilota e poi anche costruttore di dirigibili, che realizzava in un'officina di Milano-Bovisa, non lontano dalle Officine del Gas. Per la verità le sue macchine non ebbero grande successo e furono coinvolte in numerosi e sfortunati incidenti; ma Usuelli viene in ogni caso ricordato fra i principali pionieri dell'aerostatica e della dirigibilistica italiana.



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