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VERSO LA COP21/ C’è anche la sicurezza alimentare nel menù della Conferenza sul Clima

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Per l'Europa nel suo complesso, la produzione agricola potenziale dovrebbe comunque aumentare, supponendo immutato il regime di variabilità climatica. Il rischio invece per la produzione alimentare mondiale è più alto considerando la possibilità che condizioni meteorologiche avverse si possono verificare contemporaneamente in diverse importanti regioni agricole.

L’osservazione metodologica più importante resta quella che suggerisce che le metodologie diventino veramente integrate, multi-scala e transdisciplinari per poter affrontare adeguatamente sia le azioni di adattamento che quelle di mitigazione.

Su questi punti dovrebbe tornare oggi Martin Frick, che proprio alla FAO è direttore della divisione Climate, Energy and Tenure: a lui è stata affidata la relazione plenaria “Food Security and Climate Change”. Lo stesso Frick, intervistato qualche tempo fa da International Alert faceva notare sia fondamentale «guardare il quadro completo in agricoltura: non si tratta solo della produzione alimentare, ma anche della gestione delle risorse naturali e della costruzione di condizioni di stabilità e pace, fornendo una base sostenibile per la vita delle persone».

Dal canto suo la FAO sta elaborando proposte su larga scala in quanto ritiene che «l’agricoltura sia ben posizionata per coniugare la lotta contro la povertà con la lotta contro al cambiamento climatico. Circa il 75% della popolazione mondiale che vive in condizioni di insicurezza alimentare e di povertà si basa sull’agricoltura e le risorse naturali per il suo sostentamento. I settori agricoli (comprese le foreste e la pesca) sono particolarmente esposti agli impatti dei cambiamenti climatici e della variabilità del clima e ne sono già sostanzialmente colpiti. Affrontare i rischi climatici richiede l'adozione di misure per creare sistemi di produzione alimentare più resilienti che rispondano meglio ai cambiamenti climatici. Programmi di investimento su più vasta scala potrebbe potenziare i programmi agricoli nazionali e creare lo slancio per le trasformazioni dei settori dell'agricoltura necessarie per garantire la sicurezza alimentare sotto condizioni climatiche mutevoli».

Nello specifico della questione climatica, è probabile che anche da Frick, come da molti esperti convenuti a Roma, arrivi un pressante invito indirizzato a Parigi affinché la COP21 si concluda con accordi realistici e vincolanti: già altre volte il dirigente della FAO aveva espresso la convinzione che il fatidico limite dei 2 gradi di innalzamento termico da non superare sia un “imperativo per scongiurare il rischio di mutamenti dirompenti nell’approvvigionamento alimentare globale”.



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