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VOLARE SICURI/ Basterà una zip per avere aerei a prova di bomba?

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Nel programma Fly-Bag sono stati messi a punto i concetti di base di questa tecnologia e condotti i primi esperimenti; mentre nella seconda fase, Fly-Bag 2, sono state eseguite prove a terra in condizioni realistiche, su fusoliere di vecchi aeroplani ormai fuori servizio. Tali prove, condotte aumentando gradualmente le quantità di esplosivo inserite in un carico tipico di bagagli, hanno permesso di dimostrare che gli involucri FlyBag sono in grado assorbire, senza conseguenze per le strutture dell'aeroplano, la detonazione di quantità moderate di esplosivo, cioè quelle che tipicamente è possibile che in qualche caso possano sfuggire ai normali controlli del carico.

Certamente niente è in grado di resistere ai 20 kg di esplosivo che teoricamente si potrebbero caricare in una grossa valigia, ma l'esperienza ha dimostrato che ne bastano molto meno per far precipitare anche un grosso aeroplano. Per esempio nel tragico e famoso abbattimento del Boeing 747 di Lockerbie (1988) fu appurato che l'esplosivo era meno di mezzo chilo; e anche nei più recenti (2010) tentativi di attacco al corriere aereo internazionale UPS, mediante ordigni abilmente nascosti in pacchi spediti dallo Yemen, l'esplosivo era poche centinaia di grammi.

In sostanza le ricerche sono giunte al punto in cui il concetto della FlyBag ha già dimostrato la sua validità di base e si sta passando alla ulteriore fase di ingegnerizzazione, tramite anche una società di spin-out denominata Blastech. A questa fase partecipano anche due soggetti italiani: la compagnia aerea Meridiana che ha messo a disposizione le sue strutture per verificare dal vivo l'impatto dell'utilizzo delle FlyBag sulle normali operazione di handling dei bagagli e la società di consulenza D'Appolonia in funzione di coordinatore del progetto.

Il lettore si potrebbe chiedere, a questo punto, se questa tecnologia potrà essere utile anche nel caso in cui un malintenzionato sia in qualche modo riuscito a portare a bordo un ordigno esplosivo. Mentre è evidentemente poco pratico pensare che tutti i passeggeri siano obbligati a infilare i loro bagagli a mano in piccoli “sacchetti” FlyBag (ma la procedura potrebbe essere accettabile su certe rotte a rischio), è realistico ipotizzare che almeno una FlyBag venga messa in dotazione di ogni aeroplano, in modo da neutralizzare eventuali ordigni che fossero scoperti durante il volo. In questo senso le ricerche stanno continuando allo scopo di sviluppare e testare versioni “da cabina” del dispositivo, di uso pratico e di costo limitato.



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