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GLACIAZIONE/ Sta per iniziare una nuova era glaciale?

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Questo scenario poco confortante ipotizzato dagli scienziati sembrerebbe non appartenere ad un futuro remoto, il team russo ha infatti rilevato, oltre agli altri segnali climatici, anche un cambiamento di direzione della Corrente del Golfo. La fusione dei ghiacci polari provocata dal riscaldamento globale è ormai un dato di fatto e il loro scioglimento sta formando correnti fredde che raggiungono il nastro trasportatore, allontanando la Corrente del Golfo dalle coste inglesi fino a deviarla verso l'oceano profondo.

Questo fenomeno può contribuire ad alterare il clima mondiale raffreddando gli oceani e, come risultato finale, condurre all'inizio anticipato di una nuova era glaciale: "Al giorno d'oggi gli scienziati stanno esaminando a fondo questo processo, per capire quanto sia grave il problema connesso con la migrazione della Corrente del Golfo" ha sottolineato lo scienziato.

Negli ultimi decenni altri team di scienziati e ricercatori hanno monitorato, mediante i rilevamenti effettuati sulle temperature della superficie marina e la temperatura atmosferica, il graduale rallentamento della Corrente del Golfo, che risulta in atto già da un centinaio di anni, ma dal 1970 una specifica area nel Nord Atlantico è interessata da un marcato raffreddamento, molto più accentuato di quello elaborato dalle previsioni del modello climatico calcolate al computer. L'ulteriore conferma del rallentamento e della migrazione della Corrente del Golfo da parte degli scienziati russi prospetta quindi uno scenario apocalittico, così come è stato descritto nel film "The day after tomorrow" (L'alba del giorno dopo) diretto dal regista Roland Emmerich? Vladimir Melnikov ha rassicurato i giornalisti, niente di questo scenario sta per verificarsi, l'avvento della prossima nuova era glaciale potrà essere rallentato, riducendo le emissioni di gas serra in atmosfera e l'inquinamento delle acque e del suolo: "I nostri scienziati hanno acquisito un'ampia conoscenza dei mutamenti climatici e stanno sviluppando le tecnologie in grado di mitigare questo andamento. Nella stagione fredda il ghiaccio cattura i composti clorurati (considerati tra i maggiori responsabili dell’inquinamento delle falde acquifere e dei terreni sia in Europa che negli Stati Uniti) rilasciandoli quando diventa più caldo: questi composti portano anche alla formazione di buchi nell'ozono. Tuttavia, attraverso la regolazione di questi processi, è possibile utilizzare questi composti per mitigare l'era glaciale".

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