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ASTRONOMIA/ I Big Data che vengono dal cielo

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A questo proposito, un’altra notizia recente mostra come tutte queste capacità stiano crescendo. Nei giorni in cui si celebrava il primo compleanno dello sbarco del lander Philae sulla cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko, un segnale trasmesso dalla sonda Rosetta è stato captato dal Sardinia Radio Telescope (SRT), struttura all’avanguardia nel campo della radioastronomia inaugurato due anni fa in località Pranu Sanguini (comune di San Basilio, Cagliari).

Con l’impegno dei laboratori dell’Inaf presso l’Osservatorio Astronomico di Cagliari è stato possibile compiere in breve tempo il “restauro” di un ricevitore a microonde operante in banda operante in banda X e in banda Ka (8 GHz e 30 GHz rispettivamente) e utilizzato in passato presso il radiotelescopio Inaf di Noto, in Sicilia. Tra SRT e Rosetta si è potuto così avviare un “dialogo” che conferma il livello di eccellenza di SRT nella raccolta di dati provenienti da sonde interplanetarie. È questa una caratteristica ritenuta di grande importanza anche da agenzie spaziali internazionali come l’Esa e la Nasa che sono costantemente impegnate nella ricerca di stazioni di supporto per il sempre più considerevole flusso di dati raccolti dalle sonde.

Le caratteristiche di SRT, come ha sottolineato il presidente dell’Inaf Nicolò D’Amico, lo indicano come «uno degli strumenti di avanguardia della radioastronomia moderna, con grandi potenzialità in svariate applicazioni spaziali in cui la Sardegna può giocare un ruolo leader e alle quali la Comunità Europea sta ponendo grande attenzione. Un’applicazione riguarda, ad esempio, il monitoraggio dei detriti spaziali e degli asteroidi in potenziale rotta di collisione con la Terra: una problematica in cui ci si gioca la sicurezza a livello planetario».

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