BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

MARTE/ Il “sopravvissuto” sarà un riflettore laser che viene da Frascati

Pubblicazione:

(InfoPhoto)  (InfoPhoto)

Il processo di comunicazione sfrutterà il concetto di ponte-laser: «Il percorso sarà così: da Terra si spara un impulso laser verso un riflettore posto su un satellite GPS (ad esempio della serie Galileo), che lo trasferisce a un satellite in orbita intorno a Marte da dove viene lancia un impulso laser verso un riflettore collocato sulla superficie marziana; la misura così effettuata poi viene trasferita a Terra tramite un ponte-laser che ci invia sia i dati geofisici raccolti durante l’esplorazione del pianeta sia le misure di telemetria».

A marzo dunque partirà la prima fase di Exomars, col modulo EDM che - dopo un viaggio di circa 7 mesi - “atterrerà”, si spera morbidamente, sulla superficie: «lì scaricherà il retroriflettore INRRI che, essendo uno strumento passivo, cioè che non ha bisogno di batteria, pensiamo possa funzionare per decenni. Diventerà così un punto fisso di riferimento sulla superficie di Marte».

Sarà lui il “sopravvissuto” e resterà lì in attesa che da un orbiter un laser gli mandi un raggio per fare misure di telemetria  marziana. Questo potrà avvenire con la seconda fase di ExoMars nel 2018 – per la quale pochi giorni fa l’ESA ha reso nota la scelta di Oxia Planum, in prossimità dell’equatore di Marte, quale sito “primo candidato” per il landing del rover - e con la missione Nasa Mars2020 , che prevedono entrambe tra i loro compiti quello della telemetria.

«Il nostro INRRI sarà comunque prossimamente accompagnato da altre due apparecchiature simili, che consentiranno di fare le triangolazioni»; in futuro una serie di microriflettori formeranno un Mars Geo/physics Network (MGN), cioè una rete di punti di riferimento per misure di geodesia di Marte e test di Relatività Generale. A lungo termine, MGN potrebbe diventare una rete di posizionamento di precisione simile a quella dei retroriflettori laser delle missioni Apollo e Lunokhod sulla Luna.

Infine non è escluso che INRRI possa essere usato come nuovo punto di riferimento geodetico primario e di precisione: una sorta di “Greenwich marziano”: «essendo un microoggetto, quasi puntiforme, è naturale che si presti ad essere scelto come riferimento primario. Lei pensi che l’attuale riferimento primario sulla superficie di Marte è il cratere Airy-0, che ha una certa dimensione e consente una accuratezza dell’ordine di 100 m quindi le misure ad esso riferite possono avere errori di quell’entità; mentre col nostro INRRI si tratterebbe di centimetri».



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.