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SPAZIO/ Se la materia oscura lascerà una firma, DAMPE la leggerà

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Missione DAMPE  Missione DAMPE

L’apparecchiatura comprende un rilevatore scintillatore plastico a strisce (PSD) a doppio strato che serve come rivelatore anti-coincidenza, seguito da un inseguitore-convertitore in silicio-tungsteno (STK), formato da sei doppi strati di tracking; ciascuno di questi è costituito da due strati di rivelatori singoli di silicio che misurano le due viste perpendicolare alla direzione di puntamento del dispositivo. Tre strati di piastre di tungsteno, dello spessore di 1 mm, vengono inseriti davanti agli strati di inseguimento 2, 3 e 4 per la conversione dei fotoni. 

Il STK è seguito da un calorimetro per imaging, dello spessore di circa 33 lunghezze di radiazione, costituito da 14 strati di germanato ossido di bismuto (BGO) in una configurazione odoscopica (cioè che consente la localizzazione delle particelle e la ricostruzione del loro percorso). Uno strato di rivelatori a neutroni viene aggiunto sul fondo del calorimetro. Lo spessore totale del calorimetro BGO e del STK corrisponde a circa 33 lunghezze di radiazione, rendendolo così il calorimetro più profondo mai utilizzato nello spazio. Infine, per rilevare neutroni in ritardo e per migliorare il potere di separazione elettroni/protoni, appena sotto il calorimetro è posto un rivelatore di neutroni (NUD), costituito da 16 piastre di scintillatore plastico drogato con boro, ciascuno letto da un fotomoltiplicatore.

Il tracciatore di silicio – frutto dell’esperienza maturata in seno all’INFN nello sviluppo di rivelatori a microstrip di silicio - è una componente chiave dell’esperimento: permetterà, infatti, di misurare con grande accuratezza la direzione di arrivo dei fotoni e, allo stesso tempo, di differenziare le specie nucleari che compongono i raggi cosmici e la loro traiettoria.

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