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PREMI/ Migliaia di scatti per capire la scienza (e gli scienziati)

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Particolare dell’acceleratore SPARC ai Laboratori INFN di Frascati  Particolare dell’acceleratore SPARC ai Laboratori INFN di Frascati

Di diverso taglio le foto premiate dalla votazione online, alla quale hanno partecipato oltre 3.800 utenti. Il primo posto è stato conquistato dalla fotografia di Molly Patton, ancora al SUPL, dove una trivella elettrica in azione evoca la possibilità dell’osservazione della materia oscura. La seconda posizione è una gradita sorpresa per il pubblico italiano in quanto premia l’opera di Pietromassimo Pasqui che ritrae una camera del vuoto e uno specchio che trasporta il fascio laser dell’acceleratore SPARC presso i Laboratori INFN di Frascati. Infine la foto in cui Rosemary Wilson ritrae la camera del rivelatore che ha registrato i dati del collisore HERA dal 1992 al 2007 nel grande acceleratore DESY, presso Amburgo (Germania).

Un elemento si nota a colpo d’occhio. Nel secondo terzetto non ci sono immagini di persone mentre nel primo sono tutte visioni di scienziati all’opera: in una sala controllo, in una galleria sotterranea o in uno studio, sono le diverse fasi dell’esperienza del soggetto che fa scienza a dominare. Una giusta sottolineatura del carattere umano della ricerca e dell’importanza dei fattori personali (che non vuol dire non oggettivi) nel lavoro che porta alle scoperte e ai grandi o piccoli risultati.

Dall’altra parte c’è invece l’accento sulla spettacolarità, a scapito anche della chiarezza del contenuto che non dice nulla senza una adeguata e dettagliata didascalia. Evidentemente, purtroppo, è questo che principalmente il pubblico si aspetta dalla scienza. Certo, la componente estetica è parte dell’esperienza scientifica e un’immagine suggestiva e attraente contribuisce a dare l’idea che ci si sta avvicinando ai segreti della natura e che la discesa degli scienziati nei tunnel dei laboratori sotterranei è un po’ come la caduta di Alice nel paese delle meraviglie. Ma senza un soggetto interessato e capace di interpretarlo, quel mondo resterà irrimediabilmente troppo lontano.

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