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COP21/ Brunetti (Cnr): dai dati storici una spinta per l'accordo

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Sì, ed è stato fatto a livello globale, anche perché certe forzanti operano su scala globale. Anche l’Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change, il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico), sulle cui previsioni, in buona parte, si baseranno le decisioni della COP21, prima di disegnare i sue scenari deve valutare le performance dei vari modelli; e lo può fare sulla base delle serie storiche di dati. Si è visto che, inserendo nel modello tutte le forzanti di tipo naturale la risposta è un andamento delle temperature che non corrisponde a quello osservato; viceversa, se aggiungiamo anche le forzanti di origine antropica (in pratica le emissioni dovute alle attività umane) allora le temperature riprodotte dal modello sono in linea con le misure reali.

 

Quindi il riscaldamento globale corrisponde a una tendenza effettiva, fondata su misure….

Sì, e possiamo anche avere un’idea del peso delle varie forzanti. Per il futuro possiamo dire che l’incertezza climatica dipende principalmente dai nostri comportamenti, cioè da quanto riusciremo a ridurre le emissioni di gas che interagiscono con la radiazione infrarossa. Si fanno diversi scenari, in base alle diverse ipotesi di livelli di concentrazione di gas serra in atmosfera: ci sono ipotesi più pessimistiche, connesse con una prosecuzione dei comportamenti tenuti finora; altre più ottimistiche, che prevedono miglioramenti dovuti a nuove soluzioni tecnologiche e a nuove modalità di produzione di energia. L’insieme della previsioni configura una forbice di possibili andamenti della temperatura media globale, come è descritto nel report dell’Ipcc del 2013.

 

È probabile che dopo la COP21 sentiremo sempre più parlare di Servizi Climatici: di cosa si tratta?

Ormai dobbiamo confrontarci con un cambiamento climatico in atto: sia cercando di mitigarlo, cioè di ridurre la nostra influenza sul clima; sia adattandoci, cioè adeguando le nostre strutture, le nostre tecnologie al nuovo contesto climatico. Per far questo però abbiamo bisogno di informazioni precise e aggiornate, l’utente deve essere messo in grado di attuare i comportamenti adeguati. Come siamo informati sulle previsioni del tempo, tramite i servizi meteorologici, così si stanno sviluppando i servizi climatologici dedicati a informare le popolazioni sulle condizioni climatiche di una data regione e sulle relative previsioni.

 

Cosa si aspetta dalla COP21?

Cerchiamo di essere ottimisti. Tra i grandi Paesi “emettitori”, la Cina sembra aver cambiato orientamento e sembra ben disposta a un impegno serio e così pure gli Stati Uniti; quella forse più restia è l’India…. Speriamo che si riesca ad arrivare a un accordo vincolante, che permetta poi ai rispettivi governi di rivedere le proprie regole e di agire sulle varie infrastrutture, sulle organizzazioni e sulle imprese per garantire il rispetto degli impegni assunti.



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