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MATERIALI/ Pellicole elettrizzate (in modo permanente) per analizzare cellule cancerose

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Immagini al microscopio: (a) pellicola elettrizzata con strisce cariche di segno opposto; (b) cellule cancerose confinate sulle strisce cariche  Immagini al microscopio: (a) pellicola elettrizzata con strisce cariche di segno opposto; (b) cellule cancerose confinate sulle strisce cariche

I risultati presentati nell’articolo dimostrano come sia possibile elettrizzare pellicole di plastica anche molto sottili dove le cariche elettriche sono impresse in modo praticamente permanente e disposte con geometrie e dimensioni che sono su scala micrometrica, cioè fino a un milionesimo di metro; ma sono impresso in modo talmente forte da catturare oggetti molto piccoli di materia sia inerte sia vivente, come le cellule. «Lo studio biologico presentato nell’articolo dimostra che queste pellicole elettrizzate sono in grado di influenzare adesione e proliferazione di particolari cellule cancerose del sistema nervoso (neuroblastomi). Lo studio del comportamento cellulare su queste membrane innovative potrà aiutare a capire meglio, in campo biomedico, i meccanismi fondamentali che regolano la crescita dei tumori al cervello».

E non solo. Come ha affermato il direttore di Isasi-Cnr, Pietro Ferraro, “grazie alle proprietà delle plastiche - tra cui economicità, flessibilità, modellabilità strutturale, biodegradabilità e trasparenza - queste pellicole elettrizzate potranno avere in futuro impieghi anche in altri settori. Per esempio, se opportunamente funzionalizzate, per fabbricare tessuti con generatori di energia praticamente invisibili, utili per ricaricare il proprio dispositivo elettronico portatile quale uno smart phone o un i-Pod. Se realizzate con plastiche biocompatibili e biodegradabili, per realizzare cerotti cicatrizzanti ma anche filtri in grado di catturare agenti patogeni quali i batteri». 



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