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LETTURE/ La ricerca scientifica tra artigianato e Big Science

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La fisica minore non scende al di sotto della scala spaziale del singolo atomo, si basa attualmente su una teoria ragionevolmente stabile (la meccanica quantistica, così come era già sostanzialmente nota nel 1930, con l’aggiunta dell’elettrodinamica quantistica di Feynman del 1950). È poi infinitamente meno costosa. Se però guardiamo l’impatto sulla società (l’impatto positivo), quello della fisica minore è stato infinitamente maggiore, anche considerando le ricadute tecnologiche conseguenti alla realizzazione dei grandi acceleratori. Basti anticipare qui che il transistor (da cui derivano i circuiti integrati, i microprocessori, gli attuali computer e, quindi, in ultima analisi, la rivoluzione informatica e internet) e il laser sono stati tipici prodotti della fisica minore.

Ogni classificazione è schematica e limitata. I fisici minori usano i fasci di particelle di grandi acceleratori per studiare i materiali. La teoria della fisica minore è sempre più simile alla teoria quantistica dei campi che è la base di tutte le teorie della fisica maggiore. In qualche caso idee teoriche della fisica minore hanno suggerito sviluppi essenziali nella teoria della sorella maggiore (è il caso della superconduttività e dell’idea base del bosone poi detto di Higgs). I due campi non sono quindi completamente indipendenti. Tuttavia, secondo Anderson, il mestiere di fisico maggiore, può dare alla testa. Egli lo afferma in modo molto polemico: «I fisici, e gli scienziati in genere, amano fare due cose; (a) smontare, analizzare riducendo a semplici componenti; (b) mistificare, dire: non è semplicemente questo, è quello; quello che vedi non è quello che c’è. Lo scienziato si è arrogato il ruolo dello sciamano o del mullah. Tutto proviene da una Causa Prima – la Prima Equazione – e solo lui può investigare la natura con le sue costosissime apparecchiature e comprenderla con le sue astruse teorie. L’arroganza nutrita da questa attitudine mentale è tale che, solo sperimentandola, si può credere che possa esistere».

Conosco fisici delle particelle e astrofisici che si occupano di cosmologia che non ricadono affatto sotto questo severo giudizio. Tuttavia il problema esiste e questo è anche un saggio contro l’arroganza nella scienza, anche nella fisica minore.

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