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EVOLUZIONE/ Solfobatteri: identici da due miliardi di anni. Ma non è stasi evolutiva

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Solfobatteri  Solfobatteri

Questa storia ci dice allora che evolutivamente si cambia solo se c'è un cambiamento ambientale? Sì e no. Sì, perché è ovvio che se c'è un cambiamento nell'ambiente l'organismo deve adattarsi, ma non è detto che l'adattamento implichi cambiamenti morfologici (vedi la sindrome della Volkswagen). No, perché non è solo l'ambiente che agisce sugli organismi, ma gli organismi stessi agiscono sull'ambiente, modificandolo in modo da creare nicchie ecologiche adatte a loro stessi. 

Il problema di fondo dell'evoluzione quindi è come e perché si sono generate le "novelties". È chiaro che gli organismi di gran lunga più diffusi sulla Terra sono stati e sono tuttora i microorganismi, adattati a vivere nelle condizioni ambientali più disparate ed estreme; basti pensare che ci sono batteri che vivono nelle sorgenti idrotermali a temperature di 113 °C, che troverebbero l'acqua bollente un po’ freddina. 

Ma è altrettanto evidente che nell'evoluzione biologica ci sono stati anche dei trend: aumento di dimensioni degli organismi viventi, aumento della complessità (pluricellularità, presenza di diversi tipi cellulari), organismi con tessuti, organi, funzioni, comportamenti diversificati. Sono questi trend conseguenza di adattamenti più sofisticati o espressione della potenzialità della materia organica di generare strutture più complesse?

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