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BIOINGEGNERIA/ Per un buon modello di midollo osseo ci vuole la seta

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Da qualche anno fa la spola tra Pavia e Boston, per mettere a punto un modello tridimensionale di midollo osseo in seta, bioingegnerizzato e programmabile. È Alessandra Balduini, ricercatrice del Dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università di Pavia, e proprio a Boston la raggiungiamo per parlare di questa ricerca, che si è recentemente meritata la pubblicazione su Blood, una della più importanti riviste scientifiche internazionali nel campo della ricerca ematologica.

«Abbiamo raggiunto questo risultato lavorando a un progetto che ha lo scopo di ricostruire la struttura fisiologica del midollo osseo per studiare i meccanismi di produzione fisiologica e patologica delle piastrine, con l’obiettivo di individuare nuovi bersagli terapeutici per le malattie del sangue».

È un tema molto richiesto in questo periodo: sia perché le malattie che coinvolgono le piastrine sono tante e poi perché le trasfusioni di piastrine sono frequenti e per diversi tipi di patologie: «ad esempio, la carenza di piastrine può essere un effetto secondario di trattamenti chemioterapici... Il fatto è che le sacche di piastrine da trasfusione dovute ai donatori possono essere conservate solo per pochi giorni; quindi conoscere nel dettaglio come si producano le piastrine nel midollo osseo amplia molto le possibilità di cura». Con la prospettiva in un prossimo  futuro di utilizzare una piastrina biotecnologica, cioè prodotta in vitro e poi trasfusa nel paziente. 

Balduini tiene a sottolineare il fatto che con questo modello si possono studiare i meccanismi di formazione delle piastrine non solo in generale ma anche sul singolo paziente: «cioè si possono usare alcune cellule del paziente per verificare come avviene la produzione di piastrine, come alcuni farmaci possono intervenire su questo processo, insomma quella che ormai sempre più spesso si definisce come medicina personalizzata». 

All’interno di questo progetto si colloca lo sviluppo del modello 3D di midollo osseo in seta. Come è nata questa idea? «L’idea della seta mi è venuta durante un anno sabbatico che ho trascorso a Boston qualche anno fa; avevo in mente di fare questo modello di midollo osseo ma poi qui ho conosciuto il professor David Kaplan, che è un bioingegnere della Tuft University che ha inventato l’utilizzo della seta in bioingegneria. Abbiamo unito le rispettive esperienze e io ho iniziato a fare la spola tra Pavia e Boston e grazie alla collaborazione con Kaplan ho potuto impiegare utilmente la seta per il mio modello». 



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