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VOLI SPAZIALI/ Il nuovo IXV: un grande balzo per un mini-Shuttle (europeo)

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Il volo durerà in tutto 100 minuti, durante i quali è possibile da terra “ripassare” le caratteristiche e l’originalità di IXV. Si tratta di un veicolo spaziale sperimentale in grado di compiere un rientro atmosferico controllato dall'orbita terrestre bassa. Ha una forma non convenzionale, di un tipo definito “lifting-body”, caratterizzata dalla grande manovrabilità e aerodinamicità; misura 5 metri di lunghezza, 1,5 metri di altezza, 2,2 metri di larghezza e pesa quasi 2 tonnellate. L'elevata aerodinamicità – dicono all’ASI - che caratterizza l’IXV è ottenuta sfruttando la forma della fusoliera che massimizza la portanza e la manovrabilità; il mini-shuttle ha un sistema di guida, navigazione e controllo ad alte prestazioni che utilizza superfici aerodinamiche controllate automaticamente; è dotato inoltre di uno scudo termico per sostenere le temperature elevate che si sviluppano durante il rientro in atmosfera

Mentre scorrono i 100 minuti, Vega porta in orbita la capsula arrivando a 320 km di quota per inserirla nella sua traiettoria suborbitale. Subito IXV salirà fino a 412 km, per poi cominciare a scendere verso la Terra raggiungendo la velocità di massima 7,5 chilometri al secondo all'ingresso in atmosfera; quindi ridurrà progressivamente la velocità.

Ed eccoci di nuovo in diretta. Le immagini diffuse dall’ESA mostrano l’Oceano Pacifico in una zona a circa 4600 km al largo delle coste della Colombia, poco sopra l'equatore; lì è già pronta la nave Nos Aries, battente bandiera italiana, arrivata sul posto nei giorni scorsi quando ha effettuato una serie di simulazioni di recupero e alcuni test meteo: è la la Recovery Ship, incaricata del recupero del prezioso velivolo dopo l'ammaraggio. Dopo 89 minuti di volo, lo speaker annuncia l’avvenuta apertura del paracadute; IXV è a 30 km di altezza e le immagini riprese dalla Nos Aries mostrano un cielo ancora leggermente nuvoloso e una superficie oceanica relativamente tranquilla, sulla quale si aggirano alcune imbarcazioni pronte al recupero ed equipaggiate con tecnici e sub particolarmente addestrati. Dopo 98 min dal decollo ecco lo splash down, con la mini-astronave che resta a galla, grazie a quattro vistosi galleggianti, in attesa di essere messa in sicurezza dalla nave.

In sala a Kourou scatta l’applauso liberatorio: tutti si congratulano l’un l’altro, abbracci, strette di mano, “dammi il 5”… Dordain prende la parola interpretando l’emozione e la soddisfazione di tutti e preannuncia le successive operazioni di analisi dei dati che permetteranno di progettare le future innovazioni e rendere lo Shuttle europeo una realtà a tutti gli effetti, in grado di svolgere diverse attività nello spazio “vicino”, come ad esempio il recupero di detriti oppure il trasporto di rifornimenti e astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale. Gli fa eco Battiston, che completa i ringraziamenti e proclama l’orgoglio di “essere europei”.



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