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VOLI SPAZIALI/ Il nuovo IXV: un grande balzo per un mini-Shuttle (europeo)

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Foto: InfoPhoto  Foto: InfoPhoto

È stato un debutto non senza un pizzico di suspense: lo IXV, l'Intermediate eXperimental Vehicle, da alcuni indicato come “mini-shuttle europeo”, doveva partire alle 14 (ora italiana) di ieri per il suo primo volo di collaudo di rientro atmosferico controllato. Invece il conto alla rovescia si è subito temporaneamente interrotto. Per chi però, come noi, ha assistito alla diretta streaming da Kourou – lo spazioporto europeo nella Guyana francese - quasi non c’è stato il tempo per allarmarsi. Per qualche decina di minuti l’attenzione si è concentrata nel tentativo di interpretare la situazione dai volti degli addetti dell’ESA (l’Agenzia Spaziale Europea che ha condotto l’intera operazione), in camicia bianca, e da quelli degli ospiti nell’apposito settore Vip, in abiti casual, come si addice a degli scienziati.

I volti di tutti apparivano calmi, come di chi è abituato a gestire situazioni non previste; anche se una vena di apprensione era visibile e si poteva percepire il clima di tensione positiva tipico di ogni debutto. Tra i presenti molti italiani, esponenti di realtà a vario titolo responsabili di parti della missione: dalla Thales Alenia Space – Italia (TAS-I), che ha guidato le attività industriali di progettazione e realizzazione; al CIRA (Centro Italiano di Ricerche Aerospaziali), per la sperimentazione, l’aerotermodinamica, il supporto al “drop test” in Mediterraneo; alla Altec, responsabile del centro di controllo della missione e del segmento di terra; al gruppo Avio per il lanciatore Vega che è pronto sulla rampa di lancio col suo prezioso carico; e altre ancora.

Seduto a fianco del direttore generale dell’ESA Jacques Dordain, c’è il presidente dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) Roberto Battiston, che pochi giorni fa aveva dichiarato: «Si tratta di una missione storica, sia per l’ Italia che per l’ESA. Per la prima volta un velivolo europeo rientra nell’atmosfera terrestre: un primo passo verso lo sviluppo di future navicelle per il volo orbitale e suborbitale, che vede l’Italia al primo posto in Europa grazie ai contributi del sistema della ricerca (CIRA a Capua) e dell’industria nazionale (TAS-I a Torino)».

A un certo punto tutti si animano: una voce squillante e decisa scandisce il count down finale, la fatidica sequenza 9, 8, 7, 6 …. Ed ecco, alle 14.40 il decollo: Vega si innalza spedito in una nuvola di gas turbolenti e quasi subito sparisce dentro le nubi grigie del cielo sudamericano. Poi a tratti riappare, con la sua lunga scia molto luminosa, mentre lo speaker della sala controllo di Kourou annuncia: “traiettoria corretta, tutti i parametri a bordo sono normali”.

Fa un certo effetto assistere a un lancio come questo: vedere dapprima sul grande schermo le animazioni che simulano con precisione tutto ciò che deve accadere e poco dopo assistere a quelle stesse situazioni realizzate in pratica. Così, prima si stacca il primo stadio P80; dopo 2 minuti ecco la separazione del secondo Zefiro 23 e dopo 6 minuti del terzo Zefiro 9; a 8 minuti dal decollo si accende AVUM che poi si sgancerà: i primi tre permettono al lanciatore di raggiungere la quota desiderata, l’AVUM, Attitude and Vernier Upper Module, a propellente liquido, contiene il motore responsabile dell'inserimento finale in orbita del carico.



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