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ANNO DELLA LUCE/ Parole d’autore per illuminare 60 anni di conquiste dell’ottica

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Da allora i miglioramenti sono stati continui e hanno portato ai raggi di luce rossa che troviamo oggi comunemente in uso.

Una terza coppia di articoli esplora il lato quantistico della luce: pubblicati nel 1963, sono firmati da Roy J. Glauber, futuro premio Nobel per la fisica nel 2005. I titoli sono poco familiari: “Photon Correlations” e “The Quantum Theory of Optical Coherence”; ma segnano la nascita dell'ottica quantistica, a partire dalla teoria elaborata da Glauber che spiega come i fotoni non siano oggetti del tutto indipendenti e che rilevare un fotone in un fascio di luce implica la probabilità di rilevarne un altro.

Il quarto articolo, “Apparent Weight of Photons ”,coperto una tecnica estremamente precisa per misurare la frequenza di onde molto corte chiamate raggi gamma; mettendo una sorgenenza di poche parti su un milione di miliardi e hanno verificato il cosiddetto redshift gravitazionale predetto da Einstein entro un 10% del valore atteso.

Infine, un tris di articoli degli anni ’80, con diverse firme prestigiose tra le quali i premi Nobel Steven Chu e Claude Cohen-Tannoudji, racconta il percorso di sviluppo delle tecniche di rallentamento e raffreddamento atomico che ha portato dapprima a raffreddare rapidamente una nube di atomi di sodio a meno di un millesimo di grado sopra lo zero assoluto, poi ad "addensare" una sorta di “melassa ottica” raffreddandola a due milionesimi di grado sopra lo zero assoluto. Sono tecniche che hanno consentito di creare un nuovo stato della materia ultrafredda chiamato condensato di Bose-Einstein e di ottenere notevoli miglioramenti negli orologi atomici di alta precisione.

Fin qui il contributo di Physical Review. Ma l’idea di riproporre il meglio di quanto si è scritto sulla luce è stata seguita anche da altre riviste. Come Physics World, che propone i suoi dieci pezzi migliori, spaziando dalla storia dell’egiziano Ibn-al-Haytham, che mille anni fa ha rivoluzionato le idee diffuse sull’ottica; alla spiegazione del fenomeno dell’arcobaleno; agli ologrammi; ai comportamenti di animali che hanno ispirato le tecnologie della fotonica. Per finire in bellezza col principe dei dispositivi ottici attuali, il LED, spiegato da Shuji Nakamura che per lo sviluppo dei LED a luce blu ha guadagnato il premio Nobel 2014.



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