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PLANCK/ La data di nascita delle prime stelle va spostata (in avanti)

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La mappa del fondo cosmico di microonde e della sua polarizzazione misurata da Planck. I colori rappresentano l'intensità della radiazione, le linee individuano la direzione di polarizzazione (Credit ESA/Planck)  La mappa del fondo cosmico di microonde e della sua polarizzazione misurata da Planck. I colori rappresentano l'intensità della radiazione, le linee individuano la direzione di polarizzazione (Credit ESA/Planck)

Quando si sono accese le prime stelle, infatti, le grandi energie liberate hanno rotto il legame fra elettroni e protoni di una frazione del gas presente nell'universo, determinandone una parziale re-ionizzazione. Questo processo ha lasciato una debole segnatura nella polarizzazione del fondo cosmico a grandi scale, segnatura che Planck ha misurato con accuratezza senza precedenti permettendo di capire che le prime stelle si sono formate circa 550 milioni di anni dopo il Big Bang, 100 milioni di anni più tardi di quanto ritenuto fino a ora. Questa nuova stima si trova in accordo con le osservazioni delle galassie più lontane osservate dal telescopio spaziale Hubble e aiuta a gettare luce sulle cosiddette Dark Ages, quei primi milioni di anni di importanza cruciale nello sviluppo delle prime strutture e dei quali si sa ancora poco.

Dopo più di vent'anni dalla sua ideazione Planck non ha tradito le aspettative di una missione di frontiera, che ha coinvolto centinaia di scienziati e giovani ricercatori in tutto il mondo. Oggi i dati sono ancora sotto lo scrutinio della collaborazione in vista del quarto rilascio previsto per il 2016, che consegnerà un'eredità scientifica di grandissimo valore e sarà il trampolino per nuove e affascinanti avventure lungo la strada del dialogo dell'uomo con il cosmo.



 

L'intensità e la direzione di polarizzazione delle emissioni a microonde della Via Lattea misurate da Planck (Credit ESA/Planck)



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