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RICERCA/ Politecnico di Milano: nuovi laboratori nel nome di Enrico Fermi

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I nuovi laboratori del Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano  I nuovi laboratori del Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano

C’è un laboratorio per misure e modellizzazione dei processi di migrazione e adsorbimento di sostanze contaminanti tossiche e/o radioattive in mezzi porosi naturali e artificiali. E c’è anche una parte dedicata all’Elettronica Nucleare, dove si svolgono progetto, sviluppo, caratterizzazione e prototipazione di strumentazione elettronica per la rivelazione e la misura delle radiazioni per applicazioni scientifiche e civili.

«Abbiamo quindi tutte le competenze e tutta la strumentazione che potranno fornire un utili supporto nel prossimo futuro per il decommissioning degli impianti nucleari; anche se non siamo direttamente coinvolti nel processo di decisione per la scelta dei siti adeguati per il deposito delle scorie: questa è un’operazione che è stata svolta dall’Ispra e dalla Sogin».

È doveroso ricordare che nel settore nucleare il Politecnico di Milano è presente in modo qualificato dalla fine degli anni ’50: «Abbiamo avuto il primo reattore sperimentale italiano e abbiamo un’esperienza consolidata e riconosciuta. Il CESNEF (Centro Studi Nucleari “Enrico Fermi”), che è parte integrante del Dipartimento di Energia dal 2008, è il più grosso centro di ricerca del settore in Italia ma è comparabile con i principali centri europei: qualcosa di simile al nostro si può trovare forse solo in Inghilterra». Il Centro è in grado anche di sviluppare dei rilevatori per radiazioni e per questi, come Politecnico, ha ottenuto anche dei brevetti; uno di questi, del quale è stata sviluppata tutta la parte prototipale anche a livello di componentistica elettronica, è stato recentemente acquistato dai francesi per l’impiego nelle loro centrali.

Inzoli è particolarmente affascinato da ciò che si svolge nella parte dedicata alla radiochimica: «dove si riescono ad eseguire misure di tipo radiometrico su tracce di prodotti nucleari con sensibilità ben superiori a quelle utilizzate in ambito industriale. Le nostre strumentazioni sono indubbiamente d’avanguardia e particolarmente adatte per la caratterizzazione di prodotti e rifiuti: siamo in grado di rilevare qualsiasi traccia, anche la più piccola, di qualsiasi prodotto».



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