BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

DIO & SCIENZA/ Aczel, il matematico che corregge le "equazioni" dei neo-atei

Pubblicazione:

Immagine dal web  Immagine dal web

Ma, ed è questo il punto centrale del libro: se nessuna teoria, nessun esperimento è in grado di scrivere l’equazione di Dio e poi risolverla, neppure è in grado di negare l’esistenza di un Architetto la cui opera ha portato da un “brodo iniziale” di particelle ed energia a miliardi di galassie, miliardi di stelle, alla incantevole natura sbocciata sul nostro pianeta e infine a noi, esseri autocoscienti che possiamo guardare il cielo e chiederci quale sia lo scopo del tutto. 

Aczel si sofferma specialmente sul concetto di creazione dal nulla e su quello di infinito, utilizzati a suo parere in maniera arbitraria dai neoatei per escludere la necessità di un Creatore. La fisica, non può accettare l’idea di creazione dal nulla, e ipotizza una “schiuma quantica” dalla quale, per una instabilità, sarebbe “esploso” il big bang. Questo però, dice l’autore, sposta solo il problema: e prima schiuma quantica? 

La parte a mio parere più interessante del libro è quella che riguarda il concetto di multiverso e il Principio Antropico. Da alcuni decenni gli scienziati hanno realizzato il fatto che il nostro mondo e noi stessi esistiamo grazie al fatto che molte grandezze fondamentali, quali, per citarne una, la carica dell’elettrone e quella del protone, perfettamente uguali e opposte, sono ‘finemente calibrate’ perché il mondo, e quindi la vita, abbia potuto formarsi. E così, partendo dagli stadi iniziali dell’universo, dalla forza di gravità e da tanti altri “numeri” di rapporti tra grandezze fisiche, tutto sembra essere stato calibrato per permettere la nostra esistenza. Si tratta del cosiddetto ‘Principio Antropico’. I neoatei ricorrono a questo Principio per affermare che Dio non esiste, ma esiste una pluralità di universi tra i quali il nostro è quello in cui le condizioni sono adatte alla vita. Ma, afferma l’autore, non potremo mai avere un’evidenza sperimentale del multi verso: si tratta solo di una elegante astrazione, il cui senso non differisce dall’ammettere l’esistenza di un Creatore. Le alternative a un controllo divino che abbia definito le condizioni incredibilmente improbabili che hanno permesso la vita non sono più probabili dell’esistenza di Dio. 

Altri argomenti avanzati dai neoatei e respinti da Aczel riguardano l’evoluzione e la probabilità matematica dell’esistenza di Dio. Per quanto riguarda la prima - pur ammettendo che nessuno può confutare la teoria di Darwin, nonostante abbia comunque molti “buchi, non sia perfetta e non produca predizioni - non vanno confusi i concetti di creazione e di evoluzione. Non si può ovviamente calcolare la probabilità che il mondo abbia avuto un creatore, e per quanto riguarda la probabilità che si sia formato da solo Aczel fa ricorso, in un capitolo di grande interesse, al concetto di caos e alla teoria delle catastrofi.

Forse, anzi quasi certamente, Aczel non riuscirà a convincere tutti i lettori della sua tesi, ma una cosa è certa: si tratta di un bellissimo libro di divulgazione scientifica, che tratta argomenti che difficilmente si possono trovare su testi del genere, un libro che non necessita per essere letto se non di una cultura scientifica di base. Lo consiglio caldamente a chi è appassionato di scienza e curioso di conoscere gli sforzi fatti, anche se ancora privi di certezze,  per cercare di dissipare il profondo mistero che ci circonda.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.