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ECLISSI SOLARE/ Quando è la Terra (o Saturno) a nascondere il Sole

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Come pure è stata la prima missione a eseguire due attività extraveicolari (EVA), durante le quali i due astronauti hanno recuperato parti del Surveyor 3 e hanno installato il primo Alsep (Apollo Lunar Surface Experiments Package), un mini laboratorio lunare permanente alimentato a energia nucleare. Ma Apollo 12 sarà ricordato soprattutto per la scommessa (500 $) di Conrad con Oriana Fallaci, inviata speciale deL'Europeo per seguire le missioni spaziali: Oriana riteneva preconfezionata e imposta dalla Nasa la celebre frase di Neil Armstrong quando aveva messo piede sulla Luna e così Conrad ne pronunciò una meno solenne e autoironica circa la sua bassa statura: “Quello sarà stato piccolo per Neil, ma è un gran passo per me”.

Comunque la dodicesima missione Apollo merita di essere ricordata anche per quella première assoluta nella storia delle immagini astronomiche: l’eclissi di Sole dovuta alla interposizione della Terra, che ha permesso gli astronauti di scattare la spettacolare fotografia del Sole che scompare dietro il nostro Pianeta e a Bean di esclamare: “La più spettacolare visione dell’intero viaggio!”.

E non ci sono solo la Luna e la Terra a nascondere il Sole. Possono farlo anche gli altri pianeti, ma per immortalare lo spettacolo ci vuole qualcuno che osservi e fotografi; e in mancanza di astronauti, possono essere delle sonde spaziali. È quello che ha fatto la sonda Cassini il 15 settembre 2006. Superato Saturno, da una distanza da noi di 1,5 miliardi di km, la navicella ha rivolto la sua fotocamera CCD verso il centro del sistema solare e ha fotografato il pianeta che copriva interamente il disco solare.

Mentre, suggestivamente, dietro i celebri anelli la momentanea eclissi consentiva di scorgere un puntino debolmente illuminato: era la Terra, “un piccolissimo palco in una vasta arena cosmica”, come aveva detto Carl Sagan nel 1990 davanti a quello stesso puntino, solo apparentemente insignificante, in una fotografia analoga scattata dal Voyager 1 mentre scavalcava l’orbita di Nettuno.



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COMMENTI
20/03/2015 - Luzi (roberto castenetto)

Che ordine nell'universo e nel pensiero che lo pensa. Dopo l'affronto, dopo la periodica contesa vengono luce e tenebra a una breve tenebrosa coincidenza. Dura poco lo sgomento dei viventi, poco però assai più a lungo del letale anneramento. Prendono nuovamente vita e luce al rifulgere del loro spaventoso zero. Tripudiano. Pure com'è difficile cacciarlo l'ipotetico pensiero che l'ombra dell'umano oscuri, luce nera, la luminosità solare dell'essere e che un giorno una cimosa astrale vi passi sopra definitivamente e splenda. Difficile, ma spero di tenerlo a bada, devo. Tutti noi dobbiamo. (Mario Luzi, Un minuto nel tempo, 1999)