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IL PUNTO /La conoscenza della natura? Una questione di "relazioni"

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lettera Einstein (infophoto)  lettera Einstein (infophoto)

Intuire e dimostrare poi, che esiste una dilatazione del tempo che si manifesta nello svolgersi di un evento, da qualunque osservatore sia rilevato e a qualunque velocità si muova, mi è sembrato un fatto talmente straordinario da lasciarmi non solo stupito, ma affascinato dall’intelligenza di geni come Einstein, Poincaré e Lorentz, che hanno concorso a renderla sperimentabile.

In che cosa consiste sul piano culturale questa osservazione scientifica? Su oltre sette miliardi e mezzo di esseri umani del nostro Pianeta, solo una percentuale minima ha una percezione approssimativa di questo fenomeno, vive ugualmente, bene o male, e non è in grado di rilevare, rispetto a questo tipo di conoscenza, riconducibile alla teoria della relatività ristretta, variazioni significative al proprio stile di vita o al proprio modo di pensare. È come dire che tutto il lavoro degli scienziati, relativo alla constatazione della dilatazione del tempo nel campo gravitazionale, sia un’inutile perdita di tempo e di denaro pubblico?

Qualche bizzarro osservatore afferma che la testa invecchia più rapidamente dei piedi per effetto del metro e mezzo e più che separa le due estremità: forse qualcuno se ne sta accorgendo, nonostante i vari lifting, destinati a cancellare o a ridurre le tracce dell’invecchiamento stesso. Quanto significhi 'più rapidamente' riguarda, tuttavia, frazioni infinitesimali della nostra misura del tempo. 'Nel paradosso dei gemelli, quello che compie l`immaginario viaggio a velocità prossima a quella della luce torna sulla terra 'giovane' mentre i suoi coetanei erano già morti, ma nel suo sistema di riferimento erano i terrestri a viaggiare alla stessa velocità, come mai non invecchiano loro allora? Come distinguo chi si muove' da chi 'sta fermo? (Luigi Scarci). Questa induzione di Einstein a calcolare la consistenza fisica della materia attraverso un sistema di riferimento capovolge la concezione di spazio-tempo assoluto di Newton, suggerendo che l’assoluto è l’origine del riferimento, mentre la materia si trasforma secondo caratteri funzionali a chi la osserva.

Il secondo elemento che mi ha suggestionato si è originato da una frase accennatami da un amico, di professione ricercatore di fisica in Università, all’interno di una piacevole conversazione: 'C’è chi sostiene che lo scienziato, colui che dedica la propria vita ad indagare la realtà che lo attrae e lo incuriosisce, di fatto, studia il pensiero di Dio'. Questa frase mi ha sorpreso al punto tale che mi sono ritrovato a rileggere il vero significato di tutto ciò che avevo indagato nella mia lunga carriera accademica. Sono andato, così, alla ricerca di tracce nel pensiero di grandi scienziati, per verificare la concretezza dell’espressione citata dal mio amico fisico.



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