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FISICA/ Per dominare la dinamica dei fluidi turbolenti ci vuole un “Ciclope”

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Il Long Pipe nel tunnel di CICLoPE  Il Long Pipe nel tunnel di CICLoPE

Tra i fenomeni che ancora sfuggono alla modellizzazione matematica e al calcolo previsionale c’è quello delle 'turbolenze', che interessa ambiti diversi: dai processi ad alta tecnologia, all’ambiente, alla meteorologia. In pratica, le equazioni che governano i moti turbolenti, pur essendo note, sono impossibili da risolvere e la mancanza di una soluzione teorica impedisce di formulare modelli fisico-matematici sufficientemente accurati. Ciò comporta, sul versante applicativo, che non è ancora possibile, ad esempio, stimare con la necessaria precisione il consumo di carburante di un moderno aereo, o di valutarne correttamente le emissioni e di prevedere la successiva dispersione degli inquinanti prodotti dai motori.

Ora però si è aperta una nuova prospettiva: i ricercatori di tutto il mondo potranno misurare le 'quantità' rilevanti per descrivere questi flussi, per la prima volta con la necessaria precisione, grazie al nuovo Laboratorio Sperimentale per lo studio della Turbolenza attivo nel Centro di cooperazione internazionale CICLoPE (Centre for International Cooperation in Long Pipe Experiments), recentemente inaugurato a Predappio (FC) presso le strutture delle ex Industrie Caproni.

Il Project Manager del nuovo laboratorio, Gabriele Bellani – che coordina le attività di ricerca relative al 'Long Pipe' in collaborazione con il prof. Alessandro Talamelli chairman del progetto - ha illustrato a ilsussidiario.net gli elementi qualificanti dell’iniziativa: «Lo studio scientifico della turbolenza copre diversi aspetti: in questo laboratorio ci concentriamo sullo studio della turbolenza di parete, cioè studiamo il comportamento di un fluido ad alta velocità nella sua interazione con una parete. Questo ha conseguenze molto importanti dal punto di vista applicativo: è infatti in quella configurazione che avviene la dissipazione energetica, che si verificano i principali fenomeni di attrito e che quindi si manifestano le varie problematiche legate al consumo di carburante dei mezzi di trasporto. Come pure ci sono implicazioni di tipo geofisico, in quanto l’atmosfera può essere studiata come un fluido che si muove a contatto con la superficie (la parete) della terra e del mare: capire a fondo queste dinamiche è importante per modellare ed eventualmente manipolare flussi di questo tipo».



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