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BIOSCIENZE/ Dai banchi del liceo al bancone del laboratorio (di oncologia molecolare)

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Ad esempio, uno degli studenti vincitori di questa edizione, che era seguito da una delle persone del mio gruppo, si è occupato di un esperimento di migrazione collettiva: cioè ha cresciuto cellule, poi ha applicato un taglio e ha osservato fino alla chiusura del taglio; il tutto in circa sette giorni». 

L’altro studente premiato, che ora frequenta l’ultimo anno dell'IIS Salvatore Allende di Milano, sotto la guida della dottor Thomas Vaccari ha utilizzato l'organismo modello Drosophila melanogaster (un moscerino), per studiare i meccanismi di trasduzione del segnale coinvolti nei tumori: si tratta di un'area molto promettente nell’ambito della ricerca sul cancro.

Certo è una bella scommessa passare dai banchi di scuola alla prova del bancone di laboratorio; ma sembra che una volta iniziata, questa strada venga percorsa molto velocemente dai giovani. «In effetti, quasi tutti gli studenti che noi abbiamo premiato hanno poi proseguito in modo molto soddisfacente, andando personalmente a trovare altre  iniziative cui partecipare e raccogliendo altri successi». 

Uno dei due vincitori di quest’anno, Lorenzo Mangone, subito quello dell’Ifom ha vinto il concorso del CusMiBio di Milano ed è stato scelto come rappresentante della delegazione italiana alla World Science Conference di Gerusalemme, che si terrà nell’agosto 2015. Nella stessa occasione Lorenzo è stato inoltre invitato a partecipare al progetto Sustainenergy, una competizione internazionale centrata sulle energie rinnovabili tenutasi nel dicembre scorso nella regione di Eilat, nel sud di Israele. Lorenzo ha inoltre superato il concorso di selezione per la settimana d’orientamento universitario della “Scuola Superiore D’Istruzione Universitaria Sant’Anna”; ha partecipato al progetto “La radio del cosmo”, un campus di astrofisica svoltosi nei pressi di Cagliari nel settembre scorso e, sempre nel  2014, ha trascorso una settimana di stage presso il dipartimento di chirurgia dell’ospedale San Paolo di Milano.

Si potrebbe pensare che per un istituto come l’Ifom questa possa rappresentare un utile sistema di reclutamento; Scita però puntualizza: «Ci sono anche casi di studenti che, dopo queste esperienze positive tornano da laureati e cercano di lavorare con noi; ma non è questo il nostro obiettivo prioritario. L’Ifom, ha come missione principale svolgere ricerca sul cancro; in quanto ente non profit riceviamo fondi dalla società attraverso donazioni, e cerchiamo di “restituire” in qualche misura parte di questo lascito attraverso il tentativo di diffondere e comunicare il metodo scientifico e come la ricerca viene effettuata nella realtà attuale. La cultura scientifica è ancora poco diffusa nel nostro Paese e quindi qualsiasi iniziativa che permetta di far parlare il metodo scientifico va valorizzata e sostenuta e noi pensiamo di poter dare il nostro contributo in tal senso». 



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