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ASTRONOMIA/ Dalla Valtellina a Palermo, per scoprire un pianeta nano

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Cerere ripresa dalla sonda Dawn nel febbraio 2015  Cerere ripresa dalla sonda Dawn nel febbraio 2015
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Tornando a Cerere, va detto che la sua catalogazione ha subito delle oscillazioni: poteva essere un pianeta ma è stato conosciuto come asteroide, anche se il termine - proposto già nel 1802 da William Herschel, per distinguere questi oggetti dai pianeti – era utilizzato prevalentemente in ambito anglo-sassone e poco in Italia, dove nell’Ottocento si parlava piuttosto di “pianetini”. Ora però è tornato nella categoria dei pianeti con la decisione dell’Unione Astronomica Internazionale, nel 2006, di inserirlo tra i “pianeti-nani”, insieme a Plutone ormai declassato dal ruolo di nono pianeta.

La novità degli ultimi anni è la possibilità di esplorare da vicino questi corpi minori del Sistema Solare. Lo si è visto con la sonda Rosetta, che aveva già visitato gli asteroidi Stein e Lutetia prima di sganciare il lander Philae sulla superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Adesso la sonda Dawn, grazie ai suoi tre propulsori a razzo a ioni di xeno, ha raggiunto Cerere; ma prima, a quattro anni dal lancio avvenuto nel 2007, aveva sorvolato l’asteroide Vesta, il secondo in classifica tra i componenti della fascia degli asteroidi.

L’interesse per oggetti del genere, dice Chinnici, è grande: «dall’esame dei dati che le sonde stanno inviando speriamo di poter ricavare informazioni utili circa la composizione originaria e sul processo di formazione del Sistema Solare»; quindi, in qualche misura, sulla nostra storia cosmica.

 

(Mario Gargantini)



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