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NANOTECNOLOGIE/ Acqua più pura grazie ai materiali nanostrutturati

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Progetto WATER  Progetto WATER

Nel maggio prossimo a Lille (Francia), durante il Congresso della European Materials Research Society (E-MRS) - il congresso più importante in Europa per le ricerche nel campo dei materiali funzionali - i partecipanti troveranno in calendario un simposio su un tema per loro insolito: la purificazione delle acque: il titolo preciso è: 'Materiali per il trattamento delle acque e lo splitting dell'acqua' e ad organizzarlo saranno gli scienziati italiani dell’Istituto per la Microelettronica e Microsistemi del Cnr (IMM) di Catania e l’obiettivo sarà di mostrare i primi risultati del progetto europeo WATER e attrarre, per la prima volta all’E-MRS Meeting, ricercatori esperti di materiali per la purificazione dell'acqua e la produzione di energia.

Nel mondo circa 1,2 miliardi di persone non hanno un adeguato accesso all’acqua pulita; d’altra parte, le nanotecnologie hanno mostrato grandi potenzialità nel migliorare la filtrazione dell’acqua a basso costo e con ridotti consumi di energia. Sono queste le principali motivazioni alla base del progetto WATER (Winning Applications of nanoTEchnology for Resolutive hydropurification), del quale è coordinatore Vittorio Privitera, ricercatore del Cnr che all’IMM è a capo del gruppo 'Nanostrutture per l’elettronica, l’energia e l’ambiente' e che ne parla a ilsussidiario.net.

 

Come mai un Istituto di microelettronica si occupa di purificazione dell’acqua?

Il nostro istituto fa parte del Cnr, quindi noi apparteniamo a un ente multidisciplinare che si occupa di vari tipi di ricerche in molti campi. La nostra intuizione è stata quella di applicare le nanotecnologie per la purificazione dell’acqua, prendere il meglio delle nostre competenze per applicarlo a un problema attuale e sempre più pressante come quello di cui stiamo parlando. Il nostro background, che ci proviene dalla microelettronica, ci ha condotto verso una conoscenza approfondita dei materiali nanostrutturati e delle nanotecnologie che servono per realizzarli; una conoscenza che adesso si sta dimostrando utile non solo per le applicazioni elettroniche ma anche in altri settori. Quindi abbiamo potuto riversare queste competenze, maturate storicamente nella microelettronica, anche in un ambito come è quello della purifica dell’acqua. Di fatto, si tratta sempre di materiali che hanno a che fare con i semiconduttori, gli stessi della microelettronica, e di processi che spesso sono quelli impiegati per realizzare dispositivi elettronici.

 

Di quali aspetti della purificazione dell’acqua vi siete occupati?

Noi ci siamo occupati principalmente degli aspetti relativi all’acqua potabile. Abbiamo considerato i possibili effetti di contaminazione provocati da vari inquinanti organici, da microrganismi o batteri. Abbiamo visto che l’acqua può essere trattata con dei nanomateriali per renderla pura dal punto di vista batteriologico o per la rimozione di inquinanti, come possono essere i coloranti provenienti dalle industrie tessili e che possono aver contaminato le falde oppure dei metalli. C’è quindi tutta una serie di processi depurativi, che possono essere efficacemente applicati al sistema degli acquedotti e alle reti idriche.



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