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INNOVAZIONE/ Senza fili e con la luce: le promesse del Li-Fi

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Ci sono vantaggi rispetto al Wi-FI?

Uno dei maggiori svantaggi del Wi-Fi è quello di generare campi elettromagnetici che, in determinati ambienti, limita fortemente o esclude del tutto il suo utilizzo; si pensi agli ambienti ospedalieri e agli aerei. Il Li-Fi supera questi limiti, agendo solo sulla luce. Non solo: la luce non deve essere per forza visibile, perché si possono benissimo trasmettere dati anche ad altre frequenze, quindi ad esempio con luce ultravioletta o infrarossa. Un altro vantaggio del nostro sistema riguarda la saturazione. A differenza del Wi-Fi, col Li-Fi non si corre il rischio della saturazione della banda; nel Wi-Fi quante più persone si collegano all’access point, tanto più la banda viene suddivisa e si può arrivare al blocco del funzionamento, come a volte capita negli alberghi o altri luoghi con alta concentrazione di pubblico. Con il Li-Fi questo non può succedere: ricevendo passivamente l’informazione dalla luce, i canali sono tutti quelli dello spettro luminoso. C’è poi l’aspetto della velocità di trasmissione, che è molto elevata rispetto allo standard di qualsiasi altra trasmissione wireless. Si parla di 10 Mega utilizzabili, che sono pochi; ma in sede di test siamo già passati a 100 – 150 Giga. Anche dal punto di vista economico ci possono essere vantaggi: andiamo infatti a operare su un’infrastruttura di illuminazione che è già comunque presente, senza dover aggiungere ulteriori apparati che assorbono energia.

 

È prevedibile che il Li-FI sostituisca il Wi-FI?

Direi di no. Si tratta di due mercati completamente diversi, anche se potranno interagire. Del resto anche la tecnologia Li-Fi ha i suoi limiti; ci sono dei vincoli strutturali, dati, ad esempio, dal fatto che il segnale non può essere trasmesso a distanze elevate (si parla di una trentina di metri, a seconda anche della potenza del LED); e poi che le barriere fisiche bloccano il segnale: le pareti domestiche, ovviamente, non panno passare il segnale luminoso. Questo è senz’altro uno svantaggio; anche se in certi ambiti può diventare un vantaggio: si pensi agli ambienti delle pubblica sicurezza, dove il Wi-Fi non può essere impiegato perché troppo vulnerabile alle intercettazioni e disturbi, mentre se è la luce a trasmettere i segnali, posso avere sistemi wireless sicuri all’interno di un locale.

 

Quali saranno i prossimi passi dell’evoluzione tecnologica, per arrivare a un pieno utilizzo delle potenzialità del Li-Fi?

Sono legati a una standardizzazione del sistema, quindi all’applicazione dei ricevitori direttamente sui device; attualmente si applica un sistema ricevente inserendolo nella porta dell’uscita audio, dove si mettono gli auricolari. Ciò avverrà con la prossima generazione delle apparecchiature di comunicazione. Questo sarà il passo fondamentale sul versante ricezione. Per il discorso della comunicazione invece parliamo di un’evoluzione nel senso di un miglioramento delle prestazioni. Poi una gestione che consenta l’utilizzo della tecnologia anche in strutture preesistenti. L’installazione ideale sarebbe quella che utilizza il cavo RJ 45, quindi il cavo Ethernet tradizionale, sia per trasmettere dati che per l’alimentazione della luce: quindi con un’unica installazione porteremmo entrambi i segnali. Ovviamente una simile soluzione può essere applicata solo a strutture nuove. Resta il problema di avere Li-Fi con l’infrastruttura preesistente, una volta sostituite le lampadine con i LED; bisogna perciò che il dato possa viaggiare anche sulla rete elettrica, anche se ciò farà diminuire un po’ le performance. Restiamo comunque sempre al di sopra delle velocità del Wi-Fi al quale siamo abituati.



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