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INNOVAZIONE/ Senza fili e con la luce: le promesse del Li-Fi

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Geolocalizzazione con Li-Fi  Geolocalizzazione con Li-Fi

«Siamo circa a un terzo del percorso di sviluppo di questa nuova tecnologia, ma le promesse sono notevoli», così dice a ilsussidiario.net Walter Bernasconi, Amministratore della giovane società LiFi Lab Srl, che ha appena concluso la presentazione dell’innovativo sistema Li-Fi al SAVE Milano, la Mostra Convegno dedicata alle Soluzioni e Applicazioni Verticali di Automazione, Strumentazione, Sensori organizzata da Eiom e svoltosi ieri a San Donato Milanese. Non è difficile riconoscere nella sigla Li-Fi un analogia con Wi-Fi, solo che qui si tratta di luce: Li sta infatti per Light., quindi Light Fidelity. È l'ultima nata tra le tecnologie che permettono la comunicazione wireless: tecnicamente si tratta di un nuovo modo, dopo Ethernet e WiFi, per stabilire protocolli di comunicazione wireless che utilizzano le reti di illuminazione a LED. In sintesi, dice Bernasconi, «una trasmissione dati velocissima, decine di volte superiore al miglior WiFi oggi in commercio, che non genera campi elettromagnetici e che offre una localizzazione talmente precisa da permettere al cliente di un supermercato di allungare una mano a occhi chiusi sullo scaffale sapendo già che cosa c'è».

 

Qual è l’idea alla base di questa tecnologia?

L’idea è di creare un sistema che trasmette segnali wireless, cioè senza fili, usando la luce dei LED. Il sistema si basa sulla frequenza di accensione e spegnimento della luce, frequenza non visibile all’occhio umano ma che consente il trasferimento di segnali; si tratta poi di fare in modo che un device – un tablet, uno smatphone, un Pc da tavolo – possa ricevere tali segnali.

 

Come si configura, in breve, l’architettura del sistema?

Lo schema standard essenziale prevede: un router connesso al LED; questo trasmette il segnale verso le apparecchiature riceventi che lo decodificano e lo elaborano. L’apparecchiatura ricevente è un device, come dicevo prima, con un ricevitore appropriato e un software che indica al sistema operativo come gestire l’informazione ricevuta. Al momento, le apparecchiature mobili che tutti utilizziamo non hanno ancora a bordo un software che transcodifichi il segnale, perciò ci vuole una App che svolga queste funzioni.

 

Per ora però parliamo di una comunicazione monodirezionale….

Sì, l’evoluzione tecnologica oggi ci consente commercialmente di fornire solo soluzioni monodirezionali, cioè in pratica di geolocalizzazione: ogni punto luminoso, che sia un singolo LED o una striscia LED, consente per ora solo di identificarsi. Quindi tutta l’intelligenza sta nell’applicativo che, identificato il segnale e in base alla mappa di cui dispone, può dirmi dove sono.



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