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INNOVAZIONE/ Storie di canguri bionici e altre macchine bio-ispirate

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Il Bionic Kangaroo di Festo  Il Bionic Kangaroo di Festo

Il Bionic Learning Network è una rete di collaborazione tra la Festo e alcune importanti università, istituzioni e società di sviluppo, attraverso la quale a partire dal 2006 la multinazionale tedesca ha promosso e promuove idee e innovazioni che superano i confini delle sue principali aree di attività - automazione e didattica - e rappresentano gli sviluppi del futuro. Ma già dall’inizio degli anni ‘90 Festo ha investito grandi risorse nella bionica, ponendo le basi per lo sviluppo di sistemi robotici "biologicamente" ispirati. «Il Bionic Learning Network è strettamente connesso con i processi innovativi insiti nella nostra impresa – dice a ilsussidiario.net Roberto Siccardi, Solution Engineering Sales Team Manager di Festo - e costituisce una parte fondamentale del nostro impegno nel settore della formazione e qualificazione tecnica». Il core team, composto da ingegneri, progettisti, biologi e studenti, lavora a stretto contatto con specialisti di altri reparti e con partner esterni di tutto il mondo. Questo modo di lavorare aperto e interdisciplinare offre nuove prospettive e ispirazioni per le applicazioni industriali.

 

Quali sono le ragioni che rendono i modelli biologici interessanti per un progettista di robot?

La bionica offre nuovi approcci allo sviluppo dei prodotti. La scienza applicata, che ricava informazioni dalla natura e trasferisce questa conoscenza alla tecnologia, è un campo del futuro. La bionica made by Festo si occupa di capire i meccanismi della natura per poterli trasferire alle applicazioni tecniche. Questo renderà i movimenti automatizzati persino più efficienti e produttivi. I nostri ingegneri traggono ispirazione e insegnamenti dagli innumerevoli esempi di soluzioni intelligenti presenti in natura. Costruzioni leggere, integrazione di funzioni ed efficienza energetica sono solo alcuni degli esempi di come la tecnologia può imparare dalla natura.

 

Come si è sviluppata la collaborazione tra biologi e ingegneri?

I progetti vengono condotti da team interdisciplinari: ingegneri, specialisti di informatica, progettisti e biologi. A seconda del tipo di progetto questo core team è supportato da specialisti dei diversi reparti, per esempio specialisti della teoria di controllo del reparto R&D, oppure specialisti di sinterizzazione laser selettiva del reparto di prototipizzazione rapida. Infine lavoriamo in stretta collaborazione con qualificati istituti di ricerca di tutto il mondo. Grazie a questa attività interdisciplinare riusciamo a incorporare le più attuali conoscenze acquisite dalla ricerca e dalla tecnologia nei modelli dimostrativi presentati all’interno del Bionic Learning Network.

 

Quali modelli animali sono stati di maggiore ispirazione: pesci, uccelli, quadrupedi...?

Per molto tempo è stato praticamente impossibile sollevare oggetti con superfici lisce senza l’ausilio di pinze o della tecnica del vuoto. Cercando una soluzione a questo problema, un partner della rete ha trovato un interessante modello biologico nel geco. Questo animaletto è in grado di arrampicarsi su superfici lisce come specchi e persino stare sospeso a testa in giù senza usare molta energia. Minuscole forze di attrazione intermolecolare, chiamate forze di van der Waals, vengono generate da circa 29.000 elementi di presa per cm², che permettono ad ogni singola zampetta di trattenere un peso pari a numerose volte quello del geco. Sull’esempio del geco è nata la pinza NanoForceGripper, che esegue la presa di oggetti lisci utilizzando poca energia e il rilascio senza lasciare alcun residuo, per mezzo di una speciale pellicola che simula questi elementi adesivi e di uno speciale meccanismo di rilascio.

 

Altri esempi?



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