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SCENARI/ Come l’Internet delle cose (IoT) sta cambiando l’industria

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Internet of Things  Internet of Things

Le origini dell’Internet of Things (IoT, in italiano “Internet delle Cose”) vengono attribuite a Kevin Ashton del MIT (Massachussets Institute of Technology), che nel 1999 ha coniato questa espressione per descrivere un sistema dove Internet viene connessa al mondo fisico tramite una rete di sensori. Nello stesso periodo nell’industria nascevano i concetti analoghi di Web Automation, Digital Manufacturing, M2M e Smart Grid. In una quindicina d’anni questi paradigmi si sono diffusi, hanno assunto uno spessore di concretezza e applicabilità ed ora non si può guardare al mondo tecnologico e produttivo senza parlarne. Che cos’è quindi oggi l’IoT e come si inserisce nel nuovo scenario industriale che si sta aprendo e che viene riassunto, soprattutto in Europa, sotto la dicitura Industry 4.0? Ne discutiamo con Armando Martin, consulente industriale esperto di questi temi, che ne ha appena illustrato i tratti salienti e l’impatto sul mercato nel corso di un convegno organizzato da Anipla (Associazione Nazionale per l’Automazione) nell’ambito della SAVE Milano, Mostra Convegno dedicata alle Soluzioni e Applicazioni Verticali di Automazione, Strumentazione, Sensori.

 

Che cos’è oggi l’Internet delle cose?

Oggi l’IoT è un paradigma tecnologico in cui la comunicazione è estesa all’interazione tra uomini, dispositivi, sottosistemi, infrastrutture, processi industriali, perfino animali (si calcola che una mucca connessa in rete con un microchip generi 200 MB di dati al giorno). L’Internet delle cose è un insieme di tecnologie digitali che vanno dai tag RFId alle reti di sensori, dalle superfici touch alla realtà aumentata, dai sistemi logistici integrati alle infrastrutture in chiave di sostenibilità. Altri player come Cisco, preferiscono utilizzare la locuzione Internet of Everything, ma fondamentalmente intendono la stessa cosa, una rete di reti in grado di fare approdare i sistemi produttivi e il genere umano a un livello superiore di organizzazione di una vastissima mole di dati.

 

Quali sono le prospettive di diffusione e crescita nei prossimi anni?

Oggi ogni individuo possiede in media due oggetti collegati a Internet. Secondo recenti stime, il numero crescerà a 7 entro il 2015, per un totale di 25 miliardi di dispositivi connessi senza fili nel mondo. Entro il 2020 il numero potrebbe raddoppiare a 50 miliardi. L’IoT sarà una delle tecnologie abilitanti delle smart city; lo sviluppo delle città intelligenti sarà accompagnato dall’uso massiccio di dispositivi connessi alla rete e di sensori intelligenti in grado di rilevare e scambiare informazioni. Secondo Cisco Sistemi, solo l’1% delle cose è collegato oggi; e si tratta di circa 10 miliardi gli oggetti e i sistemi già collegati a Internet. Cisco prevede che entro il 2022 l’Internet delle cose genererà risparmi e ricavi pari a 14.400 miliardi di dollari. Un recente studio di General Electric prevede che gli aumenti di produttività determinate dall’Industrial Internet interesseranno ogni settore economico e potrebbe contribuire al Pil europeo con valore globale di circa 2,2 migliaia di miliardi di euro entro il 2030. In ambito wireless si prevede che il numero degli utenti mobili e dei collegamenti Machine-To-Machine (M2M) tocchino rispettivamente quota 5,3 e 10 miliardi nel 2017.



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