BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LEONARDO/ La debolezza del genio che voleva "disegnare" il mondo

Pubblicazione:

Leonardo da Vinci, Diluvio, 1515 ca.  Leonardo da Vinci, Diluvio, 1515 ca.
<< Prima pagina

Sì. Volevamo dare un’immagine di Leonardo più dall’interno; di un artista – scienziato che cerca di costruire questo suo progetto del mondo. Senza fare della retorica e tentando, credo per la prima volta, attraverso le dieci tematiche che scandiscono il percorso, di offrire un’angolazione e una chiave di lettura originale.

 

Quali sono quindi le tematiche principali?

Anzitutto abbiamo individuato il disegno come costante e come fattore di evoluzione. Poi il rapporto con l’antico, che è sempre stato molto trascurato nel caso di Leonardo. Anche il rapporto tra pittura e scultura è stato visto da molti critici come elemento originale della nostra presentazione. Poi il tema dell’unità della conoscenza, dell’arte e della scienza, che ha attraversato tutto il suo itinerario umano e conoscitivo.

 

Leonardo era davvero un “omo sanza lettere”, come lui stesso si dichiarava?

Gli studi degli ultimi decenni hanno molto corretto questa visione. In verità, Leonardo era anche un abile propagandista di se stesso e quindi aveva buon gioco nel sottolineare che, pur non avendo fatto grandi studi, mediante le sue ricerche era arrivato a dimostrare di saperne di più di tanti autori antichi e medievali.

 

Quindi non mancano nella sua opera i riferimenti ai predecessori, le fonti e i modelli artistici e tecnologici?

Sicuramente non mancano; c’era in lui un bagaglio di conoscenze che è stato spesso sottovalutato e nel percorso che proponiamo emergono alcuni suoi debiti nei confronti di altri autori. Attraverso l’esposizione di alcune opere campione, alcuni disegni tecnologici o trattati di alcuni suoi predecessori, abbiamo cercato di mettere in evidenza quelle che sono state le sue letture, leggendo i testi che erano già disponibili in volgare o facendosi tradurre il latino. È significativa la presenza dei tre principali trattati rinascimentali di architettura: l’Alberti, il Filarete e Francesco di Giorgio. Il volume di quest’ultimo che è esposto nella mostra è un testo dal quale Leonardo ha copiato e trascritto almeno 25 pagine nel Codice di Madrid. Anche i riferimenti alle sculture antiche, che proponiamo senza pretendere di dimostrare che lui abbia visto direttamente quei bronzi antichi, danno comunque l’idea di immagini e modelli molto noti all’epoca e che Leonardo aveva ben in mente quando ha realizzato i suoi monumenti equestri.

In tutte le sezioni abbiamo cercato di mostrare dei precedenti che Leonardo ha certamente assimilato e sulle quali poi ha elaborato le sue proposte originale e innovative.

 

Perché avete posto sotto il titolo “sogni” la parte relativa alle invenzioni meccaniche, alle celebri macchine di Leonardo?



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >