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Scienze

SUPERCOMPUTER/ Troppi calcoli? Ci pensano Fermi e Galileo

Il supercomputer GalileoIl supercomputer Galileo

In effetti con Fermi il Cineca ha già raggiunto una posizione di primo piano come capacità di offrire rìsorse per le scienze computazionali, collocandosi tra i grandi Centri di calcolo europei denominati "Large Scale Facilities". Il supercalcolatore FERMI, basato su architettura IBM BlueGene/Q è tra i primi 25 nella Top500List, la classifica mondiale dei supercomputer più potenti; è all’ottavo posto in Europa e secondo in Italia, preceduto solo dall’HPC2/IBM dell’Exploration & Production dell’Eni.

Per la cronaca, la Top500 vede al primo posto assoluto il cinese Tianhe-2, un supercomputer sviluppato dalla China’s National University of Defense Technology presso il centro di Guangzhou, che vanta una performance di 55 Petaflop/s; al secondo posto c’è il Titan-Cray XK7 ai Laboratori Nazionali di Oak Ridge del Dipartimento dell’Energia statunitense, con 27 Petaflop/s.

La stessa classifica presenta alcuni altri dati interessanti. Il totale dei 500 sistemi elencati sviluppa una potenza di calcolo di 309 Petaflop/s e ci sono 50 sistemi che hanno superato il valore di 1 Petaflop/s. Circa la sede dei centri che ospitano questi 500 giganti del calcolo, la maggioranza è ancora in Usa (231), anche se con una certa flessione; in diminuzione anche i 120 asiatici mentre crescono i siti europei, passati negli ultimi sei mesi da 116 a 130. Infine i produttori: leader è ancora HP con il 36% dei sistemi, seguita da IBM (30%) e da Cray (12,4%).

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