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SUPERCOMPUTER/ Troppi calcoli? Ci pensano Fermi e Galileo

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Il supercomputer Galileo  Il supercomputer Galileo

Un milione di miliardi di operazioni al secondo, ovvero 1 PetaFlop/s: è un valore al di sopra di ogni nostra possibilità immaginativa ma è quello che serve per le esigenze di calcolo di molte ricerche scientifiche e molti progetti ingegneristici; e sarà possibile grazie a Galileo, il nuovo supercomputer installato al Cineca di Bologna. Il sistema, frutto della collaborazione tra Cineca, INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) e Università di Milano-Bicocca, è entrato in produzione a pieno regime dopo un breve periodo di collaudo e accettazione.

La sua carta d’identità è quella di un vero gigante del calcolo: Galileo è un calcolatore IBM/Lenovo Nextscale, configurato con 516 nodi per un totale di 8256 processori Intel Haswell, 768 acceleratori floating point Intel Phi e 80 acceleratori floating point nVidia K80, 1 PetaByte di spazio disco, ed è in grado di esprimere una potenza computazionale di picco di oltre 1 PetaFlop/s.

Grazie a questo nuovo sistema sarà possibile risolvere problemi scientifici d’interesse per le più attuali ricerche, e anche affinare strategie e programmi di calcolo che potranno poi essere supportati a livello internazionale per avere accesso ai più potenti centri europei di supercalcolo, come PRACE (Partnership for Advanced Computing in Europe). Quest’ultima è l’infrastruttura di ricerca in ambito supercalcolo finalizzata a costituire un punto di riferimento unico e permanente a livello europeo per il calcolo ad alte prestazioni (HPC). PRACE vede Italia, Francia, Germania e Spagna capofila di una rete composta dai venti centri di ricerca più importanti in Europa.

A rappresentare l'Italia in PRACE c’è proprio il Cineca, dove è installato Galileo. Il Cineca è il Consorzio Interuniversitario con sede a Casalecchio di Reno costituito da 70 Università italiane, 4 Enti di Ricerca e il MIUR; da oltre quarant’anni supporta le attività di ricerca della comunità scientifica tramite il supercalcolo e le sue applicazioni grazie a un'infrastruttura tecnologica tra le più potenti al mondo; oggi di fatto Cineca è il trait d'union ad alto contenuto tecnologico tra la realtà accademica, la ricerca e il mondo dell'industria e della pubblica amministrazione.

Galileo quindi non spunta dal nulla. Si affianca infatti a Fermi, il supercomputer per la ricerca accademica più potente in Italia, su cui era stata avviata nel 2012 la collaborazione tra Cineca e INFN con un accordo quadro che prevedeva lo svolgimento di attività di ricerca e sviluppo nel settore del calcolo scientifico ad alte prestazioni negli ambiti della Fisica delle Alte Energie, della Fisica Astroparticellare e della Fisica Nucleare. I positivi risultati derivati dalla collaborazione in corso hanno indotto INFN a un ulteriore investimento, al quale si è associata anche l’Università Milano-Bicocca e si è giunti così a Galileo.



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