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NANOSCIENZE / È la volta della caloritronica, che ci regala il diodo termico

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Il diodo termico sviluppato al Cnr-Nano  Il diodo termico sviluppato al Cnr-Nano
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La seconda ha l’obiettivo di ottenere la manipolazione sempre con superconduttori ma grazie a un altro effetto detto 'di prossimità', cioè la capacità di indurre correlazioni superconduttive in un materiali che normalmente non sarebbero superconduttori.

La terza pista che stiamo seguendo è piuttosto esotica e punta a ottenere lo scambio a distanza di calore tramite fotoni su corpi che non siano in contatto galvanico, sempre a bassissime temperature e sempre grazie agli effetti quantistici; per capirci, potremmo parlare di un trasferimento di calore di tipo wireless, che avviene grazie all’interazione con i fotoni». In ciascuno di queste linee di ricerca, che stanno sviluppando in parallelo, l’intento dei ricercatori del Cnr-Nano è di dimostrare gli effetti fisici peculiari, quali l’interferenza, la diffrazione, la rettificazione termica, la capacità di separare (splittare) i flussi di calore. «In sintesi, la capacità di manipolare su nanoscala i flussi di calore, contribuendo alla sviluppo di quella che inizia ad essere identificata come la quantum technology, che dovrebbe metterci in grado di avere il controllo completo dell’energia, della carica e dello spin; il che ci permetterebbe di ottenere delle funzionalità enormemente migliorate rispetto a quello che oggi si ha solo con la carica e un po’ con lo spin».



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